Quando non sei Luis Suárez, ma il figlio di un immigrato

Luis Suárez truffa cittadinanza

Quando non sei Luis Suárez, ma il figlio di un immigrato che cerca di offrire alla propria famiglia una vita migliore.

Anzi per dire la verità la frase con cui volevo iniziare era: Quando non sei Luis Suárez, ma il figlio di un immigrato falegname che lascia il suo paese d’origine alla ricerca di un Paese con più opportunità per la propria famiglia. Però faceva troppo da citazione religiosa e anche se tra qualche mese ne farò 33 di anni, non volevo essere e sembrare dissacrante o blasfemo. 

A parte le battute oppure le citazioni religiose o pseudo tali, oggi vorrei fare una piccola riflessione sul caso Luis Suárez e la truffa per la cittadinanza. Si perché diciamocelo in faccia e senza vergognarci, quello che è successo è una truffa bella è buona, che prende per il culo tutti dalla A alla Z. Quindi sia chi è nato in Italia e anche chi non è nato in Italia, ma ha scelto, ha desiderato, ha combattuto e combatte per essere un cittadino italiano. 

La cosa che fa incazzare ancor di più e se non vi siete ancora incazzati dovete iniziarlo a farlo, è che un’istituzione come l’Università per Stranieri di Perugia ha autorizzato e legalizzato questa truffa. Siamo parlando di un’istituzione pubblica e un’università statale italiana fondata nel 1925, non l’altro ieri. Che non mi si venga a dire, sono cose che capitano e che qualcuno ha fatto questa cosa alle spalle e di nascosto, senza che altri lo sapessero. Perché mentono sapendo di mentire con i selfie e le foto scattati da loro. 

C’è da dire pure questa cosa, quando non sei Luis Suárez, ma il figlio di genitori che sono venuti in Italia e ti hanno messo al mondo, tu devi aspettare almeno la maggiore età perché per lo stato tu sia italiano e soprattutto devi augurarti di non trovare il giornalista, il politico o il buontempone di turno che fa notare come tu non sia italiano, ma bensì facendo leva sulle tue origini.

Attenzione perché  la legge dice:

La legge 5 febbraio del 1992, n. 91, che regola l’acquisizione della cittadinanza italiana, segue il principio di trasmissione per ius sanguinis, ovvero la trasmissione della cittadinanza per discendenza dai genitori ai figli. Tuttavia l’articolo 4, comma 2, della stessa legge stabilisce che gli stranieri nati in Italia e regolarmente residenti dalla nascita, possano diventare cittadini italiani per elezione, con una dichiarazione di volontà da rendere entro un anno dal compimento dei diciotto anni.

Semplificazioni sono state introdotte con la legge 9 agosto 2013, n. 98 che prevede, all’art. 33, che all’interessato non siano imputabili eventuali inadempimenti riconducibili ai genitori od agli Uffici della Pubblica Amministrazione, e che egli possa dimostrare il possesso dei requisiti con ogni altra idonea documentazione.

Insomma non è che se compi 18 anni, il comune o lo stato ti contatta e ti dice: vieni che da oggi sei cittadino italiano. Ma ti devi sbattere te per ottenerla.

ius soli diritto di essere italiani

Quando non sei Luis Suárez, ma il figlio di genitori che sono venuti in Italia e hanno scelto di offrirti la possibilità di vivere in un altro Paese, quindi decidete che vuoi restare qui e diventare cittadino italiano non è che la vita ti è molto facile. Anzi ti devi munire della seguente documentazione da allegare alla domanda di cittadinanza per residenza. Attenzione non va trascurato nulla.

Ecco i documenti necessari:

  • Marca da bollo da 16 euro;
  • Atto di nascita (tradotto e legalizzato). L’estratto dell’atto di nascita deve contenere tutte le generalità del richiedente;
  • Certificato penale del Paese di origine (tradotto e legalizzato) ed eventualmente di altri Paesi ove ha soggiornato;
  • Fotocopia del passaporto o della carta di identità
  • Fotocopia del permesso di soggiorno
  • Certificato di residenza storico (la discontinuità di residenza è uno dei motivi per cui vengono spesso respinte le domande).
     
  • Autocertificazioni stato di famiglia attuale
  • Dichiarazione redditi: Modello CU, Unico e modello 730 degli ultimi 3 anni (in caso di impossibilità o insufficienza dei redditi degli ultimi tre anni, sarà possibile integrare, eventualmente, con il reddito di altri familiari conviventi).
  • Attestato di conoscenza della lingua italiana a livello non inferiore a B1, rilasciata da un istituto scolastico pubblico o parificato o da un ente certificatore (non necessario solo per i titolari di permesso di soggiorno UE di lungo periodo o per chi abbia sottoscritto un accordi di integrazione).
  • Copia del versamento del contributo di euro 250,00 (sul c/c n.809020 intestato a: Ministero Interno D.L.C.I. cittadinanza – con la causale: cittadinanza – contributo di cui all’art. 1 co. 12, legge 15 luglio 2009 n. 94.)

Se come tutto questo non basta. Infatti, è una vergogna se si pensa che, all’atto della presentazione della richiesta di cittadinanza vengono richiesti giusto 250 euro, soldi che dovrebbero servire per snellire le procedure burocratiche e velocizzare i tempi.

Adesso uno dovrebbe potere stare tranquillo, no perché potrebbe vedersi rifiutare la richiesta di cittadinanza e si deve munire di un avvocato oppure aspettare un pochino e riprovare da capo l’iter. Sperando di nuovo che in 2 anni di attesa non escano fuori altri casini. 

Quindi io capisco benissimo quando dalle intercettazioni per l’indagine in atto parlando del calciatore e del suo test abbiano detto: “Non dovrebbe, deve, passerà, perché con 10 milioni a stagione di stipendio non glieli puoi far saltare perché non ha il B1”. In soldoni se ha i soldi e uno stipendio da 10 milioni a stagione, ti offrono il livello B1 e ti accolgono a bracia aperte, altrimenti sei semplicemente un immigrato e un coglione.

Insomma quando non sei Luis Suárez, puoi giocare a calcio in Spagna o in giro per l’Europa e puoi chiedere la cittadinanza italiana, facendo lezioni in remoto e un test per il livello B1, senza problemi. Almeno questo è quello che doveva succedere, visto che la Guardia di Finanza ha iniziato ad indagare, acquisendo la documentazione e tutto quello che sta dietro a questa truffa. 

Attenzione io non sto attaccando oppure criticando Luis Suárez, ma gli enti e le istituzioni che hanno permesso che tutto ciò accedesse. Sono incazzato perché ci sono ragazzi che vorrebbero essere italiani, ma non possono esserlo. Sono incazzato perché so che cosa passano le persone che vogliono diventare italiane e non trovano la porta giusta come in questo caso. Sono incazzato perché la legge non è uguale per tutti, ma a quanto pare è uguale per tutti in base al ceto sociale: se sei ricco hai una legge, se sei mediamente ricco hai un’altra legge, se sei povero hai un’altra legge ancora e se sei immigrato hai un’altra legge. 

Sono incazzato perché gli enti e le istituzioni continuano a dire che i cittadini perdono la fiducia in loro, ma non pensano che è per cazzate come queste che il popolo perde la fiducia. Sono incazzato perché le istituzioni vorrebbero i cittadini dalla loro parte, ma non guardano a queste cose. 

Mi dispiace carissimo amico che hai origini e genitori immigrati, ma se stai aspettando la cittadinanza da anni è perché tu non hai uno stipendio da 10 milioni a stagione oppure non hai amici influenti. Così come mi dispiace dirti e ricordarti che te certe cose non le capirai mai, perché non sei nato in Italia e anche se sei nato qui comunque non capirai mai perché i tuoi genitori non sono italiano oppure uno dei tuoi genitori non è italiano. Quindi amico te non capirai mai le cose, perché non sei di qui, ma un Luis Suárez di turno si. 

Questa è la mia riflessione, adesso tocca a te! 
Dai lasciami un commento qui sotto per parlare di questo argomento e cerca di capire perché le istituzioni si comportano così?!?

Commenti

  1. Miky

    Figli e figliastri ci sono sempre stati. È il solito discorso che ci piaccia o no la legge NON è uguale per tutti. Due pesi due misure. Sembrano modi di dire usati ed abusati, ma è solo l’amara verità

    1. Autore
      del Post
      ErBoss88

      Ecco appunto, nella vita esistono due pesi e due misure, che molto spesso sono direttamente collegate al potere economico oppure alle persone influenti che una persona conosce.
      Si trovano scuse e soluzioni sempre per quelli che possono farcela economicamente e hanno almeno 10 milioni di ragioni in questo caso.

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