Mese: Settembre 2021
Oggi ho scelto di parlare di WordPress, uno dei tanti CMS (content management system), cioè un sistema di gestione dei contenuti. Lo scopo di questo articolo, non ha solo lo scopo di mostrare le tassonomie di default, cioè le Categorie e i Tag. Ma anche come usare correttamente queste due tassonomie per migliorare l’esperienza dell’utente e la SEO del tuo sito. Quindi all’interno di questo articolo, esamineremo le categorie e i tag di WordPress rispondendo come da abitudine ad alcune domande molto importanti. Queste sono: Cosa fanno le categorie e i tag? Cos’è una categoria WordPress? Cos’è un tag WordPress? Come scegliere un tag e una categoria? Qual è la differenza tra categorie e tag? Cos’è una categoria WordPress? Partiamo proprio dalla voce Categorie, che troviamo collegata alla voce Articoli all’interno del back-end di WordPress. Le categorie è una tassonomia presente di default in WordPress, è la lo scopo di permettere all’amministratore del progetto di ordinare i contenuti. Le categorie in WordPress possono essere pensate come argomenti o come una raccolta di contenuti collegati ad un determinato argomento. Quindi ogni qual volta che viene pubblicato un nuovo articolo, questo può essere archiviato o catalogato sotto una categoria. Le categorie in WordPress aiutano a migliorare l’organizzazione e la navigazione all’interno del tuo sito web. Infatti esse possono mostrare ai visitatori e ai motori di ricerca i tipi di argomenti che pubblichi. Devi pensare a loro come una classificazione di un menu. Potrebbero essere considerate come la tabella dei contenuti di un sito web di notizie. Per esempio, le categorie di un sito di notizie potrebbero includere meteo, notizie locali, sport, politica e notizie dal mondo. Se il tuo sito è sullo sviluppo web, allora WordPress può essere una categoria, così come la SEO, la programmazione. Tuttavia, se hai scelto che il tuo sito tratterà principalmente il CMS WordPress e tutto quello che gira intorno ad esso, allora tra le categorie non potranno mancare quelle dedicate ai temi, plugin e le news sulle nuove versioni. Le categorie su WordPress vengono collegate alla funzione articoli correlati a fine di ogni post, in questo modo quando l’utente arriva alla fine dell’articolo che sta leggendo all’interno del tuo sito web può visualizzare anche altri contenuti collegati alla categoria o le categorie da te scelte per quel post. La cosa particolare delle categorie di WordPress, è che queste possono avere delle sottocategorie (note anche come categorie figlie). Aiutano a organizzare ulteriormente il contenuto, dando la possibilità a te che amministri il sito di suddividere ulteriormente i vari contenuti. Non solo, a loro volta anche le sottocategorie possono avere ulteriori sottocategorie. Insomma puoi suddividere in un albero i contenuti all’interno del tuo sito web. Per esempio, decidi di realizzare un progetto che parla e tratta di diversi canali Telegram, come sai all’interno di questa piattaforma esistono canali per ogni gusto e desiderio, quindi come si può fare perché il tutto abbia un pochino di ordine così da aiutare coloro che visitano questo progetto? Semplicemente dividendo i vari canali nella categoria principale Canali, a cui aggiungi le varie sottocategorie figlie in base agli argomenti e poi se queste figlie, hanno a loro altre figlie le colleghi ad esse. Ed ecco che il risultato finale è quello che vedi qui sotto. Le categorie offrono un sacco di opzioni per visualizzare il nostro contenuto. Senza di esse, avresti un blog standard in ordine cronologico. Con esse, puoi decidere di mostrare i post in base ad un argomento specifico. Questo ti permette di visualizzare più argomenti sulla stessa pagina, con ognuno che mostra gli ultimi di quell’argomento. Prendiamo due esempi: Legal For Digital:– puoi visualizzare tutti gli articoli in ordine cronologico decrescente– puoi visualizzare solo gli articoli collegati alla categoria e-commerce– puoi visualizzare solo gli articoli collegati alla categoria GDPR questo sito:– puoi visualizzare tutti gli articoli in ordine cronologico decrescente– puoi visualizzare solo gli articoli collegati alla categoria Google Ads Tips and Tricks– puoi visualizzare solo gli articoli collegati alla categoria SEO Tips and Tricks Ci sono due modi per creare categorie. Il primo è utilizzando l’editor di categorie di WordPress. Il secondo è aggiungendo la categoria quando si scrive un post. Infatti ti basta andare nella colonna di destra dell’editor e alla voce Categorie, clicchi su Aggiungi una nuova categoria, dai un nome ed eventualmente aggiungi una categoria genitore e poi clicchi sul bottone Aggiungi una nuova categoria. Cos’è un tag WordPress? I tag sono la seconda tassonomia presente di default in WordPress. Funzionano diversamente da una categoria. Mentre le categorie coprono grandi argomenti e possono racchiudere al loro interno argomenti variegati tra di loro ma collegati all’argomento. Per esempio la categoria Che cos’è, di questo blog. I tag invece si concentrano su termini descrittivi più piccoli e precisi. Si può pensare a loro come a delle parole chiave per i post o un indice del contenuto presente all’interno del sito per una determinata parola. Per esempio il tag Smart Working, di questo blog. Lo scopo dei tag è anche quello di aiutare a descrivere i dettagli di ogni post usando delle parole chiave che rappresentano o meglio indicano gli argomenti trattati all’interno. Inoltre, collegano i post tra loro e sono utilizzati per cercare il contenuto di un blog WordPress. I tag sono opzionali. Infatti, a differenza delle categorie essi non vengono assegnati ad un tag predefinito come nel caso delle categorie. Infatti se scrivi un post e non assegni a questo una categoria, il post finirà nella categoria di default Senza categoria. Invece per i tag, se non li inserisci, questi non vengono assegnati in automatico. A differenza delle categorie i tag non hanno una gerarchia, quindi non ci sono sottotag o tag genitori. Volendo, come per le categorie si possono creare in anticipo dei tag da utilizzare, ma il più delle volte non ha senso, perché essendo come delle parole chiave ed esprimendo dei concetti, questi possono essere aggiungi manualmente di volta in volta. Per aggiungere un tag al tuo post, ti basta andare nella colonna
Sostanzialmente, più alto sarà il tuo punteggio Ad Rank, migliore sarà il posizionamento dei tuoi annunci all’interno delle SERP del motore di ricerca. L’Ad Rank è il prodotto tra offerta massima CPC (Costo-per-click) e punteggio di qualità.Ti ricordo che, l‘offerta CPC è l’importo massimo che tu inserzionista sei disposto a pagare per un click sul tuo annuncio. Questo significa, che il costo del click non supererà mai la quota dell’offerta e indicata da te in fase di realizzazione della campagna. Invece il punteggio di qualità è dato dai tre criteri molto importanti e da non sottovalutare: pertinenza della parola chiave, la parola chiave deve essere pertinente al prodotto offerto. È importante prendere in considerazione anche il punteggio di qualità relativo alle parole chiavi. pertinenza del annuncio collegato alla pagina o alla landing page. Il sistema di Google Ads, va a leggere e verificare tutta la pagina, non solo testo, ma anche link, immagini e tutti i contenuti presenti all’interno di essa e a questo va aggiunto anche il comportamento degli utenti atterrati su di essa dall’annuncio trovato nella SERP del motore di ricerca. CTR (Percentuale-di-click) previsto, che viene misurata sulla probabilità che un annuncio venga cliccato da parte dell’utente. Per migliorare il CTR, ti consiglio di leggere questo articolo. Quindi che cos’è che farà il sistema di Google Ads?Dopo aver valutato tutti i fattori appena indicati, il motore di ricerca moltiplicherà l‘offerta CPC per il Punteggio di qualità e di conseguenza decreterà il ranking del tuo annuncio. È molto importante sapere che il ranking dell’annuncio viene ricalcolato ogni volta che l’annuncio in questione è idoneo a essere pubblicato e a partecipare a un’asta. Questo significa, che la sua posizione può variare di volta in volta a seconda della concorrenza, del contesto di ricerca dell’utente e della qualità in quel preciso momento. Questo significa che è molto importante seguire da vicino l’andamento delle proprie campagne Google Ads. Conclusione Ecco questo è quello che ritengo sia utile di sapere sull’Ad rank, indipendentemente che tu sia alle prime armi con Google Ads oppure hai già realizzato e gestito delle campagne ads. Se sei alle prime armi con Google Ads, ti invito a leggere questo e-book che ho realizzato. Come al solito ti aspetto nei commenti qui sotto oppure nel mio canale Telegram.


