Ripensa al tuo modo di comunicare

Ripensa al tuo modo di comunicare

Ripensa al tuo modo di comunicare, prima che sia troppo tardi e che il danno diventi irreparabile. 

Alla luce di quanto successo ieri dalle ore 16:30 alle 02:20 entrerà sicuramente nella storia di Internet e nella storia di come non fare le cose ad minkium. Perché quello che è successo in casa Facebook dovrebbe farci riflettere molto sulle scelte e le tempistiche quando intervenire sui nostri progetti. Prendendo in considerazione tutte quelle che potrebbero essere le cause che portano ad un insuccesso o un malfunzionamento di tutto il nostro ecosistema. 

Abbiamo riso, deriso e preso per i fondelli i tecnici e gli ingegneri Facebook Inc, ma ad un certo punto dovremo prenderci una pausa e pensare che siamo essere umani. Per quanto siamo delle macchine perfette da un moltissimi punti di vista, abbiamo comunque un sacco di bug e problemi che ci portano poi a fare casini come quelli di ieri.

Non sei un supereroe

Tutti quanti noi abbiamo dei limiti, per quanto ci impegniamo tutti i giorni ad essere il supereroe di qualcuno oppure il professionista più perfetto per tutti coloro che scelgono di affidarsi a te. Però non è così, sei una persona normale e quindi hai i tuoi difetti che prima o poi usciranno fuori. 

Da questi difetti e da questi problemi puoi imparare come migliorarti e migliorare quello che fai tutti i giorni. Allo stesso tempo devi iniziare ad ascoltare il parere e i consigli degli altri. 

La tua piattaforma è migliore delle altre

Partendo da quest’ultima affermazione vorrei ricordare a tutti coloro che si occupano di comunicazione sul web, così come a tutti coloro che vogliono entrare all’interno di questo modo oppure vogliono far entrare la loro azienda sul web che: la tua piattaforma è migliore delle altre. 

Sono anni ormai che combatto tutti i giorni con professioni e aziende nel far capire che non ci si può focalizzare solo su una risorsa e soprattutto la risorsa realizzata da terzi. Perché se tutto va bene, come in questo caso, il tutto ritorna alla normalità. Ma cosa succederebbe se la piattaforma realizzata da terzi scomparisse perché fallisce oppure perché viene chiusa? 

La risposta è molto semplice: ci si ritrova con le pezze al sedere e persi nel mondo. Perché  se Facebook non va, il cliente non ti trova. Se Instagram va lento oppure si ferma, le tue creazioni non vengono visualizzate. Se WhatsApp e Facebook Messenger smettono di funzionare i tuoi clienti non possono più entrare in contatto con te, perché sa che tu rispondi solo attraverso questi sistemi di messaggistica istantanea.

Quindi inizia a valutare bene le tue mosse per il futuro e inizia a valutare l’idea di realizzare un tuo ecosistema che puoi controllare in modo diretto e non affidarti solo agli ecosistemi degli altri.

Non focalizzare la tua comunicazione attraverso un solo canale

Da quando ho scelto di espormi pubblicamente ho sempre litigato con moltissimi colleghi per il loro modo di fare e per il loro modo di diventare dai fanboy di alcune piattaforme social, consigliando a tutti dai familiari alle aziende di utilizzare solo quel social, solo quella app per la messaggistica istantanea etc, etc.

Si qualcuno dirà: si ma tu non sei diverso dagli altri, ci hai rotto le scatole con il tuo Telegram. 

Risposta: si è molto vero, ma io sono presente su Facebook, Instagram, Twitter, Linkedin, Pinterest e Telegram. Quindi mentre ieri molti piangevano e cercavano una soluzione e soprattutto cercavano cose su collegate a Telegram, io non solo rispondevo alle persone all’interno di questa piattaforma, ma allo stesso tempo il sito insidetelegram.eu, vedeva toccare la quota delle 1000 visite uniche in una giornata e una media di lettura di 3 pagine per sessione e permanenza di quasi 5 minuti per ogni sessione generata. 

Se avessi comunicato solo via Instagram oppure solo via Facebook, ieri questi numeri non gli avrei fatti. Perché le persone non sarebbero mai arrivate a me. Stranamente pure il sito in cui stai leggendo questa riflessione ieri ha avuto le sue 100 visite uniche, un record in questo periodo se si vanno a vedere i contenuti pubblicati all’interno. Però ci sono state le visite e le persone hanno trovato quello che cercavano.

Quindi se la tua scelta è quella di comunicare attraverso un solo canale social e consigli ai tuoi clienti un solo ecosistema, personalmente non importa chi tu sia, smetti prima che sia troppo tardi. Inizia ad aprire la mente e non fare il bradipo e la persona pigra o peggio ancora il fanboy, perché poi succede che per oltre 6 ore il tuo ecosistema si prende una pausa perché stanco e tu sparisci dagli occhi degli altri.

Si lo so, non è facile essere presente dappertutto, ma se non vuoi cadere nel dimenticatoio inizia a valutare queste cose:

  • ho un sito personale che posso risvegliare ogni tanto o in casi estremi?
  • ho una newslettere che posso risvegliare in caso di bisogno?
  • sono presente anche in altri ecosistemi?
  • ho qualcuno che mi può aiutare in caso di bisogno?

Ribadisco questo concetto: la tua piattaforma (sito) non te la può chiudere nessuno, tranne se i server su cui ti sei appoggiato prendono fuoco, ma per il resto il tutto è gestibile da te. Pure il servizio per mandare le newsletter può essere fatto in casa e l’unico inconveniente che può crearti un danno è sempre collegato ai server che prendono fuoco. 

Per gli altri due punti è colpa tua se hai abituato la tua nicchia di utenti di trovarti solo nel punto X e non anche nel punto Y e Z.

Conclusione

Ecco questa è la mia riflessione, adesso sono curioso di sapere il tuo parere su questa cosa e su quello che è successo ieri. Quindi aspetto il tua riflessione nei commenti qui sotto, così tanto per farci una chiacchierata tra amici.

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