Ti do qualcosa, perché la teoria non l’ho capita Adesso arriva il bello, anche perché non sono qui per parlare del funnel marketing, ma di come questo viene usato male. Quindi come dicevo qui sopra, in linea teorica ci sono delle fasi e delle cose da seguire per far si che una persona che viene bombardata tutti i giorni da prodotti e servizi, diventi il cliente finale e soprattutto il cliente che ci rappresenti. Peccato però che molti si dimenticano oppure non capiscono bene la teoria o addirittura provano a farti capire che la conoscono, ma poi inciampano come dei ragazzini al primo anno di comunicazione e marketing all’università. Perché dico questo?Perché sempre più speso, anzi ormai è solo questo, il consumatore sul web e in generale sui social trova inserzioni o post in cui viene offerto un eBook gratis, in cambio di qualcosa. In questo caso dei propri dati. Infatti, lo sappiamo ormai tutti che “se una cosa è gratis il prodotto sei tu“. Questa cosa la dicevo pure io, ma poi ho scoperto che il mio amico Rudy Bandiera e con molta più enfasi ed ecco che per me è diventata un mantra questa affermazione. Quindi se io ti regalo l’eBook, tu in realtà lo paghi con i tuoi dati. Fin qui non c’è nulla di sbagliato.Diventa sbagliato quando io ti dico che ti regalo una cosa, tu me la paghi con i tuoi dati, ma io non ti offro nulla, anzi ti chiedo molti più dati su di te oppure ti invito ad acquistare l’eBook completo. Insomma, è come se io mi fossi messo ad offrire l’indice dell’eBook dedicato a Google Ads o quello dedicato ai canali di Telegram, in cambio dei dati ma il vero contenuto era a pagamento. Questa è una pratica che va contro le regole, step o fasi del funnel marketing. Perché io ti sto dicendo che ti do qualcosa, ma in realtà io non ti do nulla, perché quello che ti offrirò per convincerti ad acquistare il mio prodotto o servizio, non sarà altro che una newsletter impostata come ho visto fare nei libri da cui ho studiato oppure come ho visto spiegato da uno sul palco ad un evento e l’invito ad acquistare l’eBook completo o addirittura il vero corso. Secondo me, avrebbe molto più senso smettere di parlare di funnel marketing e parlare della trasformazione da teoria in pratica dell’affermazione “se una cosa è gratis il prodotto sei tu“. Perché alla fin fine è di questo che si parla, tu non hai nulla gratis ma hai qualcosa in base a quelli che sono i tuoi dati. La cosa ridicola e che fa molto ridere è quando il potenziale cliente viene invitato a scaricare l’eBook per capire che cosa non va nel suo sito, nella sua pagina di Facebook, nel suo profilo di Instagram o TikTok, e non solo si trova davanti al classico form con Nome, Cognome e e-Mail obbligatori, ma anche un sito, un numero di telefono, che lavoro fa, come ha scoperto la pagina, perché vuole l’eBook, quanti soldi spende oppure è disposto a spendere. Informazioni che personalmente ritengo inulti nel momento in cui una persona deve avere qualcosa di GRATIS. Un form del genere avrebbe senso se il prodotto o il servizio è a pagamento, ma viene offerta una trial di qualche giorno. Volete vedere un esempio di quello che io reputo un vero funnel marketing e un vero ti do qualcosa, tu mi dai due cose e poi viviamo felici e contenti?Ecco qui: prendo come esempio Matteo FloraNella landing page dedicata al suo corso, vengono chieste due cose e ti vengono elencate tutte le cose che avrai in cambio. Non solo ti dice “Trattamento Dati anche per Finalità Commerciali“. Semplice chiaro e chirurgico. Potrei fare anche altri esempi, ma se come quelli che prenderei in considerazione sono amici, sembra poi che queste persone mi abbiano pagato per fare loro pubblicità. Cosa che non è minimamente vera, anzi è grazie a tutto quello che ho studiato da loro che oggi mi permetto di dire che il 93% dei professionisti del web ed esperti in comunicazione hanno rovinato il concetto di funnel marketing, come hanno rovinato il concetto di smart working e tante altre cose.
Mese: Gennaio 2022
Don’t Look Up personaggi immaginari che rappresentano qualcuno nella vita reale Kate e Ranall: in due fanno un FauciKate Dibiasky (personaggio interpretato da Jennifer Lawrence) e il professor Randall Mindy (personaggio interpretato da Leonardo DiCaprio) sono i due scienziati che fanno una straordinaria scoperta. Infatti, per puro caso Kate scopre una cometa in orbita all’interno del sistema solare. Una cometa che si scopre dai primi calcoli essere grande quanto il monte Everest. Stando alle prime analisi e ai primi studi ignorano quello che potrebbe succedere, anzi festeggiano la scoperta. Poi iniziano a fare i calcoli e da qui scoprono che la cometa si trova in rotta di collisione con la Terra. Da questo momento in poi Randall diventa quasi il punto focale del film. Perché nella vita reale, il personaggio interpretato da DiCaprio rispecchia benissimo una figura ormai nota a tutti noi, cioè Anthony Fauci. Per chi non lo sapesse Anthony Fauci non è solo noto per aver dato un contributo alla ricerca sull’AIDS, in altre ricerche sulle immunodeficienze e che allo stesso tempo è uno dei più importanti immunologi statunitensi. Fauci ha ricoperto il ruolo di consulente per conto di tutti i presidenti degli Stati Uniti d’America a partire da Ronald Reagan nel 1989. Insomma questo signore, dal 1989 consiglia ai presidenti dello Stato più potente al mondo come si dovrebbero muovere. Durante il film i collegamenti a lui sono diversi, forse non abbastanza e non così chiari a molti. Orlena: un Trump donnaPresidente Orlean (personaggio interpretato da Meryl Streep) è la copia al femminile di Donald J. Trump. Come l’ex Presidente, di cui non riporterò le tante le su uscite negazioniste dal punto di vista ambientale e pandemico, tanto le cose le avete già viste e lette sui giornali, la Presidente Orlean è fondamentalmente populista, contro la scienza e negazionista dell’apocalisse imminente. Ci sono tantissimi altri elementi in comune tra l’ex presidente Trump e il presidente Orlena. Però attenzione, così come Fauci viene rappresentato da due personaggi, pure nel caso di Orlena ci sono vari riferimenti ad altri presidenti prima di Trump da cui prendere piccoli particolari e che in questi ultimi decenni della storia americano hanno lasciato il segno, sia da parte dei repubblicani che democratici. Non se ne salva uno. Jason: un Jared diventato il figlio prediletto Jason Orlean (personaggio interpretato da Jonah Hill) è sicuramente Jared Kushner, il genero di Trump. Infatti, all’inizio del suo mandato Donal Trump provò a coinvolgere la figlia, Ivanka Trump e il marito Jared Kushner, nello staff della Casa Bianca, ovviamente senza successo. Però, per chi non se lo ricorda, il genero Jared rimarrà un suo consigliere personale. Non solo, all’inizio della pandemia e per tutto il periodo fino alla fine del mandato del suocero è stato impegnato nel supervisionare la risposta federale all’emergenza Covid, ovviamente anche in questo caso senza avere alcuna esperienza in merito. Peter Isherwell: il guru futurista Per descrivere Peter Isherwell (personaggio interpretato da Mark Rylance), parto da questa foto, che in realtà è la sintesi e il mix di tanti personaggi del mondo della tecnologia che negli ultimi decenni hanno lasciato il segno nel bene o nel male. In questo meme vengono presi inconsiderazione solo 4 delle 6 figure storiche che hanno influenzato il mondo. Infatti Peter è l’ibrido e la clone perfetto che prende un pochino da tutti, partendo da Steve Jobes e Bill Gates, ma non possiamo non ignorare poi Mark Zuckerberg, Tim Cook, Elon Musk e Jeff Bezos. Tutti messi insieme hanno dato vita ad un guru futurista con la soluzione in tasca, che pensa al suo interesse e della sua azienda a discapito degli altri. L’analisi di questo personaggio e di questa figura mitologica, sarebbe estremamente lunga e non avrebbe senso, quindi mi fermo solo nel dire che vengono fatti riferimenti alla Apple (Jobs e Tim), al Nucleare (Gates), ai razzi e la colonizzazione di altri paesi (Musk e Bezos). C’è anche una puntina di Richard Branson sempre parlando dello spazio e delle tantissime aziende che fanno parte di una sola corporate. Poi ovviamente quando si parla di profilazione e di capire il sentiment delle persone (Zuckerberg). Insomma il nostro guru futurista è un pochino tutti questi messi insieme, con i loro pregi e difetti. Brie Evantee e Jack Bremmer: altri due personaggi ibridi Brie Evantee (personaggio interpretato da Cate Blanchett) e Jack Bremmer (personaggio interpretato da Tyler Perry) pure loro sono due personaggi ibridi, infatti i riferimenti agli speaker e opinionisti del mattino nei principali canali repubblicani, su tutti Fox News. Quindi anche in questo caso i collegamenti si sprecano. Sceriffo Conlon: scomodiamo ancora Trump Lo Sceriffo Conlon (personaggio interpretato da Erik Parillo) non è presente spesso all’interno del film e non è neanche un personaggio così essenziale per lo svolgimento della storia. Quello che è certo, è che questo personaggio si ispirata alla storia di Joe Arpaio, sceriffo della Contea di Maricopa caduto in disgrazia, ma graziato da Trump, dopo numerose accuse di arresti illegali e abuso di potere soprattutto fra la comunità latina. D’altronde pure nel film il presidente Orlena prova a fare la stessa cosa con lo Sceriffo Conlon. Riley Bina: un altro personaggio ibrido Riley Bina (personaggio interpretato da Ariana Grande) è sicuramente uno dei tanti personaggi minori che non hanno mai influenzato in modo diretto lo svolgimento del film e non sono il punto cardine. Sicuramente Riley è un di nuovo un ibrido ispirato a tutte quelle figure del mondo dello spettacolo commercializzate più nella vita privata che nelle capacità artistiche. Probabilmente per Ariana Grande è anche una bellissima autocritica. Don’t Look Up: passato, presente e futuro Per me, il film Don’t Lock Up che ha come regista Adam McKay, non proprio uno di primo pelo e alle prime esperienze dietro ad una cinepresa ha molti punti di lettura. Si parte sicuramente dal personaggio cardine, il presidente dello Stato più forte al mondo. Infatti, non basta sognare la prima presidente donna nella Storia degli Stati Uniti d’America. Perché questo sogno più essere realizzato di

