Mese: Febbraio 2022
1. Crea la tua Google My Business Stando alle dichiarazioni di Google, oggi una scheda di My Business su Google genera mediamente 28 volte più contatti di un sito web. Questo significa che un’azienda non può fare a meno della scheda dedicata alla propria attività nei risultati di ricerca. Google My Business è uno strumento per aiutare la tua azienda a soddisfare i requisiti di Google. Una volta creata la tua scheda Google My Business, ricordati di aggiornarla costantemente. 2. Pubblica post su Google My Business Tra le varie risorse messe a disposizione da questo strumento, c’è la possibilità di pubblicare dei post in cui segnalare le offerte del momento, gli eventi che stai organizzando e tanto altro ancora. Post che possono essere accompagnati da foto, testo e call-to-action. 3. Apple Place, Trip Advisor e Bing Non esiste solo Google My Business, ma esistono anche altre piattaforme e servizi che ti permettono di far conoscere la tua attività economica. Alcuni di questi servizi sono: Apple Place on Maps Bing Places Trip Advisor Questi servizi ti forniscono la possibilità di far trovare al tua attività economia a un target di persone molto più ampio. Ricordati che così come per Google My Business, anche in questo caso devi curare con molta attenzione e costanza i contenuti pubblicati, ma anche le informazioni collegate alla tua azienda. 4. Eseguire la local SEO audit Concludo quest percorso parlando della local SEO audit. Che cos’è la local SEO audit?Con local SEO audit si intende l’analisi delle ottimizzazioni fatte per essere trovati sui motori di ricerca funzionano e stano dando i risultati desiderati. La local SEO audit ti permette di intervenire subito su alcuni punti come: stabilire quali sono le domande locali che hanno portato i clienti a trovare i prodotti e i servizi che propone la tua azienda vedere come si comportano i tuoi concorrenti nel mercato locale stabilire il posizionamento SEO del sito web o e-commerce rispetto all’area geografica dove si trova la propria azienda Conclusione Siamo giunti alla fine di questo post. In poche parole, cioè in 661 parole, questi sono i 4 consigli per la local SEO. Come al solito ti aspetto nei commenti qui sotto per sapere la tua su questo argomento oppure nel mio canale Telegram. Invece se consideri che questi suggerimenti e questo post ti hanno salva la vita, ma soprattutto fatto risparmiare dei soldi, puoi offrire una birra media o un caffè qui.
Quale è la vita media dei contenuti sul web? Quale potrebbe essere la piattaforma social su cui pubblicare i propri contenuti senza perdere visibilità, ma anzi continuare a guadagnare visibilità? A queste e altre domande, proverò a rispondervi con questo post. Sicuramente l’avrete capito il motivo per cui sto scrivendo questo contenuto. Diciamo che il caso e il tam, tam mediatico generato dal famoso documento inviato dalla società Meta Inc alla SEC, ha generato alcune volte delle discussioni utili da qui si è potuto trarre delle conclusioni, altre volte no, ma non è colpa loro non tutti sono perfetti. Quindi a questo punto mi sono detto, visto che sono uno dei sostenitori che un blog, forum o piattaforma personale, realizzata e ottimizzata da se vale più di un social network o comunque più di una piattaforma realizzata da altri che ospitano i tuoi contenuti, perché non fare due ricerche e non buttare giù due righe. Mettiti comodo/a, perché penso che il cammino sarà lungo. Esempio concreto All’interno di questo sliderd trovare le immagini a tre contenuti da me scritti in questi anni, uno parla del tool Intel XDK, uno dedicato ai dati di insights di Instagram e uno dedicato ai limiti di Telegram. Perché ti faccio questi esempi?Da una parte per confermarti che i contenuti pubblicati all’interno del tuo blog hanno una vita molto più lunga di quella che possono avere in un social network e lo vedrai qui sotto. Poi perché vorrei anche mostrarti che quanto detto prima fino adesso non è un metodo scientifico, ma ti permette di capire come i tuoi contenuti possono tornarti utili nel tempo. Ho fatto questo test e ho confrontato il traffico dei mio blog con la formula 1,4 x Z identificata dallo studio. Quello che ho scoperto è che, in media, i miei post hanno continuato a ricevere traffico per un periodo di tempo quasi doppio rispetto a quello riscontrato nello studio. Facendo due calcoli, possiamo dire che la formula usata per questi tre post è 2,7 x Z. Sostanzialmente i miei post pubblicati nei blog continuano genera ancora traffico di ricerca organico anche se sulla carta dovrebbero essere morti. Come allungare la vita dei contenuti pubblicati sul blog Come ho fatto a continuare a ricevere traffico da un post anche dopo 2 anni di vita e far atterrare le persone nei contenuti vecchi da 5 anni fa? I metodi sono tanti, anzi tantissimi, però alcuni punti sono gli stessi in tutti i metodi: ho aggiornato i contenuti controllando che le informazioni fossero ancora valide ho controllato che la struttura del sito sia ottimizzata in ottica SEO ho condiviso i contenuti aggiornati nuovamente nei social network continuo ad aggiornare i post nel tempo Se non vengono messi in pratica queste piccole cose, alla fine tutti i post del blog andranno avranno i giorni contati. Ammettiamolo: un post sul blog di 5 anni fa sui dati di insights Instagram è praticamente antico, ma poiché ho continuato a aggiornarlo, è rilevante come il giorno in cui l’ho scritto. Quindi il tuo blog e la tua piattaforma in tempo, con le dovute accortezze e con il giusto tempo ti permetterà di avere traffico ed essere trovato da chiunque. Conclusione Ecco questa è la mia riflessione sulla vita media dei contenuti sul web. Devo ringraziare la società Meta Inc per aver messo all’interno del documento consegnato alla SEC l’ipotesi di chiudere o sospendere Facebook e Instagram in Europa. Adesso sono curioso di sapere il tuo parere su questa cosa. Quindi aspetto il tua riflessione nei commenti qui sotto, così tanto per farci una chiacchierata tra amici. Prima di chiudere ti segnalo il mio canale Telegram, con altri contenuti dedicati al mondo del web e non solo. Invece se consideri che queste riflessioni sono interessanti e vuoi sostenerle, puoi offrire una birra media o un caffè qui.
Da dove nasce la notizia bomba? Negli Stati Uniti esiste un organo che prende il nome di Securities and Exchange Commission, più comunemente conosciuto come SEC. Bene la SEC in realtà, più che un organi in realtà è l’ente federale statunitense preposto alla vigilanza della borsa valori. Visto che questo ente ha un compito così importante, anche le richieste fatte alle aziende che operano negli Stati Uniti sono su misura. Infatti, ogni anno le mega società come Apple, Alphabet Inc (ex Google), Microsoft e Meta (ex Facebook Inc) tanto per fare alcuni nomi, sono obbligate a fornire ogni tipo di informazione che aiuta a comprendere le eventuali difficoltà del proprio giro d’affari. Tutte queste informazioni servono alla SEC e poi agli azionisti per valutare lo stato di salute finanziario delle società quotate in borsa. È da questi rapporti che nascono poi articoli come Il re è nudo e Fine Impero di Ricardo Antonio Piana, oppure quelli come questo in cui si parla di nuovo si Meta. Non solo da questo rapporto, scopriamo alcuni dettagli che nei giorni scorsi non sapevamo. Anzi no, molti addetti al lavoro erano a conoscenza di questa cosa, ma si pensava che Mark Zuckerberg fosse stato capace di trovare una soluzione. Invece no, perché nel rapporto inviato alla SEC, si legge “se un nuovo quadro normativo sul trasferimento transatlantico dei dati non verrà adottato e non saremo capaci di continuare a fare affidamento sulle SCC o altri metodi alternativi per il trasferimento dei dati dall’Europa agli Stati Uniti, probabilmente non riusciremo a offrire alcuni dei nostri prodotti e servizi più significativi, fra cui Facebook e Instagram, in Europa, il che potrebbe influenzare materialmente e negativamente il nostro giro d’affari, le condizioni finanziarie e il risultato delle operazioni“. Inoltre, nello stesso documento la società Meta elenca altri fattori che potrebbero influenzare negativamente l’evoluzione e l’andamento del proprio business: “il fallimento di uno dei nostri prodotti“; “la ridotta disponibilità di dati a disposizione dei nostri strumenti di marketing e pubblicitari“; “una copertura mediatica sfavorevole e altri rischi che influenzano la nostra capacità di mantenere e incrementare i nostri marchi“. Insomma, non bastava la batosta della Apple che a febbraio 2021 aveva annunciato e obbligato tutte le app intenzionate a tracciare i comportamenti degli utenti e ad utilizzarli per creare profili commerciali a cui veicolare pubblicità, avrebbero dovuto richiedere espressamente all’utente finale il permesso di effettuare questo tracciamento. È inutile dirvi che ai tempi Mark non la presse bene, anzi ancora oggi sta piangendo. Questo perché ad un anno di distanza l’effetto di tale scelta presa da parte della Apple ha lasciato il segno. Davvero Meta / Facebook chiude in Europa? Lo SPECIALE Per ampliare questo discorso dedicato al documento fornito alla SEC e quello che c’è dentro, ma anche che cosa dice l’Unione Europea, vi lascio il video di Matteo Flora realizzato per questo argomento. Che cosa succederà se Meta chiuderà Facebook e Instagram in Europa? Le persone festeggeranno, lo stanno già facendo in queste ore. Battute a parte, sicuramente sarà un grosso danno per moltissimi professionisti del digitale e per moltissime aziende. Aziende e professionisti che in quest’ultimo decennio hanno ignorato molto quello che succedeva intorno a loro e hanno puntato tutte le loro risorse esclusivamente sull’ecosistema Facebook Inc, ignorando gli altri ecosistemi. Nei primi giorni del mese di Ottobre 2021 scrissi il post Ripensa al tuo modo di comunicare, in cui analizzavo e facevo notare come una possibile scomparsa di un mega ecosistema come quello di Meta avrebbe generato dei danni. Attenzione, non smetterò mai di ribadire questa cosa:Focalizzarsi su una sola piattaforma e comunicare attraverso le piattaforme degli altri, è rischioso. Realizzare una propria piattaforma di comunicazione costa molto in termini di tempo e denaro, ma questo investimento a lungo andare può trasformarsi in una super risorsa. Perché ricordiamoci sempre, che siamo ospiti a casa di altri e loro possono decidere cosa fare, come nel caso di Mark Zuckerberg che può decidere da oggi a domani di non farci più utilizzare il suo ecosistema oppure mettere dei vincoli molto pesanti. Questa cosa vale per Facebook, Telegram, Viber, Medium, Pinterest, Twitter, Linekdin etc, etc. Realizzare un proprio sito web o un proprio forum, nessuno può impedirti o chiuderti i rubinetti per poterlo utilizzare. Facebook non è morto, ma non ha Futuro! Per concludere questo articolo e questa riflessione vi lascio anche il video realizzato da Giorgio Taverniti.



