Don’t Look Up, la non recensione!

Don't Look Up, la non recensione!

Attenzione questa non è una recensione, ma il contenuto di questo post dedicato al film Netflix Don’t Look Up, potrebbe contenere tracce di scene ed elementi che possono essere considerati spoiler. Quindi carissimo lettore o carissima lettrice, se non vuoi rischiare lo spoiler del film fermati alla prossima frase, accendi Netflix e guardatelo.

Don’t Look Up spiegato in modo ultra sintetico: questo film, poteva essere benissimo una critica alla società odierna e al periodo storico in modo triste, invece fa una riflessione molto seria sul mondo in salsa comica. (citazione mia).

Aggiungo pure questi due commenti, presi dal mio post su Faccia da Libro:
Roberta: “Andrà tutto bene”
Flavius: “ne usciremo migliori”

Bene a questo punto, se vuoi continuare a leggere puoi farlo, altrimenti fermati. Vai a guardare il film e poi ti aspetto nei commenti qui sotto.

Don't Look Up, la non recensione!

Non entro nei meriti della realizzazione del film, quindi come sono state fatte le riprese, come è stata la sceneggiatura o il cast di Don’t Look Up. Però cercherò di analizzare alcuni dei personaggi presenti nel film e quello che questa produzione Netflix voleva trasmettere e quelli che sono i personaggi.

Don’t Look Up personaggi immaginari che rappresentano qualcuno nella vita reale

Kate e Ranall: in due fanno un Fauci
Kate Dibiasky (personaggio interpretato da Jennifer Lawrence) e il professor Randall Mindy (personaggio interpretato da Leonardo DiCaprio) sono i due scienziati che fanno una straordinaria scoperta. Infatti, per puro caso Kate scopre una cometa in orbita all’interno del sistema solare. Una cometa che si scopre dai primi calcoli essere grande quanto il monte Everest.

Stando alle prime analisi e ai primi studi ignorano quello che potrebbe succedere, anzi festeggiano la scoperta. Poi iniziano a fare i calcoli e da qui scoprono che la cometa si trova in rotta di collisione con la Terra.

Da questo momento in poi Randall diventa quasi il punto focale del film. Perché nella vita reale, il personaggio interpretato da DiCaprio rispecchia benissimo una figura ormai nota a tutti noi, cioè Anthony Fauci.

Per chi non lo sapesse Anthony Fauci non è solo noto per aver dato un contributo alla ricerca sull’AIDS, in altre ricerche sulle immunodeficienze e che allo stesso tempo è uno dei più importanti immunologi statunitensi. Fauci ha ricoperto il ruolo di consulente per conto di tutti i presidenti degli Stati Uniti d’America a partire da Ronald Reagan nel 1989.

Insomma questo signore, dal 1989 consiglia ai presidenti dello Stato più potente al mondo come si dovrebbero muovere. Durante il film i collegamenti a lui sono diversi, forse non abbastanza e non così chiari a molti.

Orlena: un Trump donna
Presidente Orlean (personaggio interpretato da Meryl Streep) è la copia al femminile di Donald J. Trump. Come l’ex Presidente, di cui non riporterò le tante le su uscite negazioniste dal punto di vista ambientale e pandemico, tanto le cose le avete già viste e lette sui giornali, la Presidente Orlean è fondamentalmente populista, contro la scienza e negazionista dell’apocalisse imminente. Ci sono tantissimi altri elementi in comune tra l’ex presidente Trump e il presidente Orlena. Però attenzione, così come Fauci viene rappresentato da due personaggi, pure nel caso di Orlena ci sono vari riferimenti ad altri presidenti prima di Trump da cui prendere piccoli particolari e che in questi ultimi decenni della storia americano hanno lasciato il segno, sia da parte dei repubblicani che democratici. Non se ne salva uno.

Jason: un Jared diventato il figlio prediletto

Jason Orlean (personaggio interpretato da Jonah Hill) è sicuramente Jared Kushner, il genero di Trump. Infatti, all’inizio del suo mandato Donal Trump provò a coinvolgere la figlia, Ivanka Trump e il marito Jared Kushner, nello staff della Casa Bianca, ovviamente senza successo. Però, per chi non se lo ricorda, il genero Jared rimarrà un suo consigliere personale. Non solo, all’inizio della pandemia e per tutto il periodo fino alla fine del mandato del suocero è stato impegnato nel supervisionare la risposta federale all’emergenza Covid, ovviamente anche in questo caso senza avere alcuna esperienza in merito. 

Don’t Look Up personaggi nella vita reale

Peter Isherwell: il guru futurista

Per descrivere Peter Isherwell (personaggio interpretato da Mark Rylance), parto da questa foto, che in realtà è la sintesi e il mix di tanti personaggi del mondo della tecnologia che negli ultimi decenni hanno lasciato il segno nel bene o nel male. In questo meme vengono presi inconsiderazione solo 4 delle 6 figure storiche che hanno influenzato il mondo. Infatti Peter è l’ibrido e la clone perfetto che prende un pochino da tutti, partendo da Steve Jobes e Bill Gates, ma non possiamo non ignorare poi Mark Zuckerberg, Tim Cook, Elon Musk e Jeff Bezos. 

Tutti messi insieme hanno dato vita ad un guru futurista con la soluzione in tasca, che pensa al suo interesse e della sua azienda a discapito degli altri. L’analisi di questo personaggio e di questa figura mitologica, sarebbe estremamente lunga e non avrebbe senso, quindi mi fermo solo nel dire che vengono fatti riferimenti alla Apple (Jobs e Tim), al Nucleare (Gates), ai razzi e la colonizzazione di altri paesi (Musk e Bezos). C’è anche una puntina di Richard Branson sempre parlando dello spazio e delle tantissime aziende che fanno parte di una sola corporate. Poi ovviamente quando si parla di profilazione e di capire il sentiment delle persone (Zuckerberg).

Insomma il nostro guru futurista è un pochino tutti questi messi insieme, con i loro pregi e difetti.

Brie Evantee e Jack Bremmer: altri due personaggi ibridi

Brie Evantee (personaggio interpretato da Cate Blanchett) e Jack Bremmer (personaggio interpretato da Tyler Perry) pure loro sono due personaggi ibridi, infatti i riferimenti agli speaker e opinionisti del mattino nei principali canali repubblicani, su tutti Fox News. Quindi anche in questo caso i collegamenti si sprecano.

Sceriffo Conlon: scomodiamo ancora Trump

Lo Sceriffo Conlon (personaggio interpretato da Erik Parillo) non è presente spesso all’interno del film e non è neanche un personaggio così essenziale per lo svolgimento della storia. Quello che è certo, è che questo personaggio si ispirata alla storia di Joe Arpaio, sceriffo della Contea di Maricopa caduto in disgrazia, ma graziato da Trump, dopo numerose accuse di arresti illegali e abuso di potere soprattutto fra la comunità latina.

D’altronde pure nel film il presidente Orlena prova a fare la stessa cosa con lo Sceriffo Conlon.

Riley Bina: un altro personaggio ibrido

Riley Bina (personaggio interpretato da Ariana Grande) è sicuramente uno dei tanti personaggi minori che non hanno mai influenzato in modo diretto lo svolgimento del film e non sono il punto cardine. Sicuramente Riley è un di nuovo un ibrido ispirato a tutte quelle figure del mondo dello spettacolo commercializzate più nella vita privata che nelle capacità artistiche. Probabilmente per Ariana Grande è anche una bellissima autocritica.

Don’t Look Up: passato, presente e futuro

Per me, il film Don’t Lock Up che ha come regista Adam McKay, non proprio uno di primo pelo e alle prime esperienze dietro ad una cinepresa ha molti punti di lettura. Si parte sicuramente dal personaggio cardine, il presidente dello Stato più forte al mondo. Infatti, non basta sognare la prima presidente donna nella Storia degli Stati Uniti d’America. Perché questo sogno più essere realizzato di elezione in elezione e la figura da mettere su può essere chiunque, tanto peggio di Trump non può essere. Varie classifiche lo vedono e lo indicano come tale. 
Questo significa che se gli elettori americani, dopo aver visto un presidente di colore, vogliono anche realizzare il sogno di un presidente donna bisogna anche che questa donna del futuro non sia una falsa copia di Trump e che per affrontare la campagna elettorale non diventi completamente schiava dei suoi finanziatori e dei sondaggi.

Ricordiamoci che tra questi finanziatori c’è Isherwell, il guru futurista che è una sorta di ibrido tra Jobs, Gates, Cook, Bezos, Branson, Musk e Zuckerberg, il terzo uomo più ricco del mondo, intenzionato a trarre perfino dalla prospettiva dell’apocalisse il massimo profitto a discapito degli altri.

Adam McKay ha toccato un argomento molto sensibile e che in molti hanno ignorato oppure continuano ad ignorare, oggi oltre ad avere un grande problema con una pandemia, c’è una grandissima crisi dei minerali necessari alla costruzione dei chip utili non solo negli smartphone, ma anche per le macchine che guidiamo, per gli elettrodomestici che abbiamo in casa e quasi tutto quello che tocchiamo o utilizziamo durante la nostra vita quotidiana. Questo è un problema tremendamente serio e che nessuno vuole affrontare in modo serio. E che in questo scenario, vorrei ricordarvi che oggi, indipendentemente dal presidente, c’è davvero una forte tensione tra Stati Uniti e Cina. Quest’ultima, vorrei ricordarvi che non intende condividere questi materiali con aziende estere e che sta facendo la spesa in giro per il mondo per poter sfruttare territori da dove estrarre queste materie prime.

La tragedia nella commedia parla allora nostra società, non in modo filosofico o da professoroni, ma lo fa in modo semplice e basilare perché così può arrivare a tutti.
Apparentemente, oggi l’umanità è sempre più schiava dell’opinione degli altri, è incapace di elaborare informazioni e le notizie, ragionare in termini di verità e fatti. Viviamo in una società dove le ragioni dell’economia predominano chiaramente su quelle della vita stessa. Viviamo in una società dove le ragioni di pochi predominano su quelle degli altri. 

Lo vediamo tutti i giorni sui social dall’inizio della pandemia, ma in realtà lo vediamo da anni anche in altre circostanze che sempre più spesso vengono analizzati i numeri o vengono lanciati argomenti solo per un proprio interesse e torna conto personale o per quei pochi per cui si cura l’immagine. 

Siamo vanti ad una entropia di informazioni su qualsiasi cosa e dove l’umanità oggi è diventate incapace di elaborare tutte queste informazioni arrivando a diventare sempre più analfabeti funzionali. 

Concludo questa riflessione sul film con questa domanda: Che mondo lasceremo alla Regina Elisabetta, se continuiamo così? 

Conclusione

Per me Don’t Look Up è questo e ognuno è libero di farsi una propria oppinione su questo film, sui personaggi e sul regista. Sicuramente potevano fare di più e si potevano impegnare per realizzare qualcosa di molto più drammatico. Come ho letto su alcune bacheche, alla fin fine questo effettivamente è un docufilm (Film per il cinema o per la televisione che tratta fatti realmente accaduti o argomenti di attualità mescolando riprese dal vero e parti sceneggiate.) e aggiungo in salsa comica. Però attenzione che i messaggi che sono dietro in molti gli hanno sottovalutati e neanche compresi. Perché se a settimane di distanza devono iniziare gli attori ad intervenire e spiegare che cosa volevano trasmettere e lo scopo del film, inizia ad essere preoccupante. 

Questo è il mio post dedicato a questo film, questo è il mio parere e queste sono le cose che ho trovato nel film. Adesso tocca a voi con nei commenti qui sotto.

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