Il re è nudo

Il re è nudo

In questi giorni ho letto diverse riflessioni e diverse pareri su quello che è successo in casa Facebook Inc, anzi no in casa Meta ormai. Quindi ho deciso di buttare giù due righe e una riflessione a riguardo, dal titolo il re è nudo.

Quello che abbiamo visto e a cui abbiamo assistito nei giorni giorni scorsi, per me si può tradurre benissimo in una cosa frase: il re è nudo. Infatti, nonostante i grandi numeri, nonostante la continua crescita, nonostante la base immensa di utenti, nonostante la presenza sempre più costante di Mark Zuckerberg sul suo social e nonostante le mille promesse, anticipazioni di nuove funzionalità, alla fin fine si è scoperto che il re è nudo. 

La CNBC, riporta che attualmente la società Meta (ex Facebook Inc) è attualmente in perdita per quel che riguarda la divisione di VR e metaverso. 

Come dopo tutti quei annunci in pompamagna sul super computer, sulla super Intelligenza Artificiale e il lancio di nuovi prodotti Oculus, Meta è in perdita?

La risposta è si!
Non la dico io, ma lo dice CNBC, che ha buttato giù due numeri e una riflessione, di cui vi metto il link qui.

Da questo report possiamo notare come il metaverso e la divisione VR non godono di tutta questa salute:

  • 2019 – Perdita netta di 4,5 miliardi di dollari e 501 milioni di dollari di ricavi
  • 2020 – Perdita netta di 6,62 miliardi di dollari e 1,14 miliardi di dollari di ricavi
  • 2021 Perdita netta di 10,19 miliardi di dollari e 2,27 miliardi di dollari di ricavi

Questi dati, sommati alle affermazioni dello stesso Mark Zuckerberg che aveva già anticipato che ci sarebbero state delle perdite e a queste aggiungiamo le dichiarazioni di mercoledì in cui il CFO Meta dice che prevede che le perdite operative “aumenteranno in modo significativo” nel 2022. Si capisce da se che la situazione non è rosea in casa Meta. 

Si lo so, ma se non consideriamo questo e analizziamo il fatto che comunque Meta (ex Facebook Inc) ha comunque guadagnato più del 40% rispetto all’anno scorso, non possiamo parlare di fallimento. Infatti, nessuno parla di fallimento e chi lo fa è scemo.

Quello che però abbiamo davanti è il fatto che nessuno fino a qualche giorno fa, dal 20 Marzo 2020 ad oggi ha avuto il coraggio di affermare che il re è nudo. Tranne l’altro giorno quando gli investitori, quelli che di mettono i soldini perché tu possa scrivere le cavolate su Facebook, creare storie complotistiche su Instagram e condividere fake news su WhatsApp, hanno deciso di farsi sentire. 

Hanno capito che dei ricavi dalla pubblicità non se ne fanno nulla.
Perché l’investitore, sa del report interno alla società in cui viene indicato che l’87% del suo budget nel 2020 per lo sviluppo di algoritmi proprietari capaci di rilevare fake news è dedicato al mercato degli Stati Uniti, contro il 13% investito nel resto del mondo. 

Gli investitori, sono a conoscenza di una nota del Marzo 2021 realizzata da un gruppo di ricercatori, in cui viene dimostrato e spiegato come la società Meta (ai tempi Facebook Inc) interviene solo su un minimo del 3% – 5% dei discorsi di odio e dello 0,6% dei contenuti violenti.

Visto che parliamo di soldi spesi o investiti, di cui gli investitori sono a conoscenza, non posso non citare il fatto che nel 2020 per la sicurezza di Mark Zuckerberg, l’azienda ha speso ben 23 milioni di dollari. 

Come hanno giustificato questa spesa?
Secondo la società, la gente concentra il suo odio per la piattaforma sul suo creatore.

Chi l’avrebbe mai detto?
In realtà tutti coloro che hanno analizzato e studiato in questi anni la piattaforma Facebook e hanno notato, anche senza grossi software come l’odio e la violenza delle persone è di casa all’interno della piattaforma.

Però finché queste cose si nascondo con hype potenti, promesse e numeri positivi per quello che riguarda i ricavi, va tutto bene. Va tutto bene finché il re non viene messo a nudo. 

L’azzardo della società Facebook di cambiare nome in un momento storico particolare e con il cambio del nome puntare forte su una tecnologia “vecchia” come il metaverso, è stato molto rischioso. Infatti non ha pagato e probabilmente non ripagherà neanche nel 2023. 

Se poi le premesse sono di investire 50 milioni di dollari nel metaverso, che è una parte molto piccola di ciò che Facebook guadagna in un solo trimestre. Capite che gli investitori hanno deciso di andare verso altri lidi. Attenzione non è la prima volta che succede, infatti se prendere l’andamento del valore delle azioni di Facebook Inc negli ultimi 5 anni e andate a confrontarle con le promesse fatte, vi accorgerete da soli che questa volta il re è nudo. 

Quello che è successo in questi ultimi giorni dovrebbe farci riflettere molto. Perché io in questi giorni ho letto molti post in cui si difendeva la piattaforma mostrando il numero globale degli utenti, in cui si parlava solo del guadagno ottenuto da Facebook come piattaforma e in pochi sono stati quelli che sono andati a vedere se le altre aziende (una cinquantina tra WhatsApp, Oculus e Instagram tanto per fare alcuni noi) godono di tutta questa salute. 

Sarà questa la fine di un impero e la caduta di un re nudo?
Non lo so, ma vi segnalo questo articolo Fine Impero di Ricardo Antonio Piana, che ho trovato molto interessante e che lui ci riflette molto sul mondo del metaverso by Meta.

Conclusione

A voi che avete letto questo pezzo non vi prometto un pezzo del mio giardino nel metaverso, non vi chiedo neanche di commentare e di dirmi la vostra su questa cosa che il re è nudo. Però vi chiedo di sostenere questi vaneggi e queste riflessioni direttamente da qui. In alternativa, vi invito ad andare direttamente sul suo canale Telegram, dove ogni giorno oppure a giorni alterni pubblico cose utili.

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