Sfatiamo alcuni miti sul web marketing [seconda parte]

miti sul web marketing

Ritorna l’appuntamento dedicato ai miti sul web marketing. Dopo il primo appuntamento che a quanto pare è piaciuto molto ai lettori di questo blog, non potevo non continuare al carrellata di quelli che sono oggi i miti sul web marketing che si trovano in giro per il web, social e soprattutto quando si incontrano potenziali clienti che vorrebbero essere sul web, ma hanno una concezione del web marketing un pochino strana, ma anche vecchiotta.

Però, come al solito, non perdiamo tempo e andiamo a vedere quelli che sono i miti sul web marketing che voglio sfatare oggi con questo secondo appuntamento.

Il web marketing è un costo e basta

Certo il web marketing ha un costo, ma non è un costo bensì è una fonte di guadagno indipendentemente che tu sia un libero professionista o un’azienda. 

Per essere sinceri e onesti, si all’inizio è un costo, ma è un pochino come quando ti prepari per una gara.

Piccolo esempio:
Ti iscrivi a un torneo di calcio a 5, che fai?
Vai a correre, inizi a palleggiare, fai qualche allenamento con i tuoi compagni e poi partecipi al torneo.
Quindi che cosa hai fatto? 
Hai investo del tempo, delle energie e delle risorse con lo scopo di arrivare a vincere il torneo oppure posizionarti all’interno della classifica nella posizione migliore. 

Ecco la stessa cosa vale con il web marketing, inizi ad investire nel content marketing, nella SEO, nel sito web, nei social, nel sistema di assistenza al cliente, etc., in modo tale da poter essere competitivo e posizionarti meglio sui motori di ricerca e non solo. Risultati che non vengono da subito, ma con il passare del tempo. 

Quindi si il web marketing è un costo, ma allo stesso tempo diventa con il tempo una fonte di guadagno.

Il passaparola è la chiave del successo sul web e non solo

Ci sono alcuni fornitori di mio papà, che per la cronaca fa il falegname, che ogni volta che mi incontrano e mi chiedono che cosa faccio come lavoro mi rispondo:

  • “ah bello il web marketing, ma io utilizzo il metodo della vecchia scuola”
  • “beh dai è bello il digital marketing, ma vuoi mettere il metodo della vecchia scuola”
  • ed altre cose affini

Qual è questa vecchia scuola di cui parlano?
La “vecchia scuola” è il passaparola. Si ancora oggi troviamo aziende e interi settori che si basano ancora il passaparola e per loro questo è il modo migliore per fare marketing. Non solo, sono convinti che il passaparola è il metodo della vecchia scuola che gli aiuta ad aumentare le loro vendite. 

Non ho mai contraddetto i fornitori di mio papà, però ho certo di far capire loro quanto il web marketing o il digital marketing sia in realtà uno strumento che possono integrare con il passaparola, perché alla fin fine a livello locale la vecchia scuola può funzionare, ma se vuoi arrivare a vendere i tuoi prodotti o servizi in un raggio più esteso senza il web marketing non puoi farlo. Non solo a livello locale, qualcuno potrebbe provare un tuo servizio o acquistare un tuo prodotto e poi non farlo più. Molto spesso capita di perdere clienti perché si dimenticano di te.

Perché un falegname o un pittore, non ha un solo fornitore per il legname, per la pittura, per lo stucco e per tutte quelle materie prime di cui ha bisogno, quindi vince il fornitore più presente. Quello che magari è stato trovato attraverso il passaparola, ma che poi ha iniziato a mandare una mail con le offerte, fatto un paio di telefonate al mese per chiedere al falegname come stava oppure hanno mandato degli SMS per chiedere se il materiale fornito era di buona qualità.

Queste sono cose che rientrano nel digital marketing e quindi possono aiutarti veramente ad acquisire dei clienti che non si dimenticano di te.

Ho la mia base di clienti stabile, non mi serve investire nel web marketing

Giustamente ho parlato del passaparola, non potevo non parlare della base di clienti stabile?
Perché anche in questo caso siamo nel metodo del marketing della vecchia scuola. Infatti, oltre al passaparola a volte ci si scontra con la base di clienti stabile e “convalidata”.

È inutile riprendere il discorso da capo, aggiungo solo che avere una base di clienti stabile vuol dire tanto e nulla. Può significare molto, ma allo stesso tempo zero. 

Per me il discorso vale quanto detto prima, puoi avere la base di clienti stabile, ma come tratti questi clienti? Vai da solo di persona? Mandi una mail ogni tanto? Provi a contattarli telefonicamente? Controlli quando hanno acquistato da te l’ultima volta? Controlli quali prodotti e quali servizi prendono durante l’anno? 

Insomma, ci sono un sacco di domande che si possono fare su questa base di clienti stabile.

Ogni contatto è un contatto quando devi vendere

Questa è molto interessante come affermazione, perché indipendentemente che si tratti della “vecchia scuola” o della “nuova scuola”, capita spesso di sentirsi dire che ogni contato è un cliente quando l’unico scopo è quello di vendere un bene o un servizio. Infatti, capita spesso nel mondo immobiliare di trovare agenti che l’unica cosa che hanno in mente è “vendere l’immobile” non importa a chi, basta riuscire ad arrivare allo scopo finale. 

Ho preso un settore a caso, ma ci sono tanti altri settori dove i potenziali clienti non hanno lo stesso potenziale di acquisto. Quindi ci sono contatti e contatti, quindi sta a te cercare la qualità e il potenziale del contatto a cui vuoi vendere l’immobile o il tuo ultimissimo tool che hai sviluppato. 

Si deve sempre cercare di capire se questi contatti acquisiti sono compatibili con il servizio, l’immobile o il prodotto che vuoi vendere, costruendo una relazione e una fiducia tra te ed i tuoi potenziali clienti. La cosa più importante che devi fare è assicurati che essi siano bene adatti a quello che vuoi offrire loro prima di investire il tuo tempo e risorse in questa potenziale relazione di clientela. Altrimenti finisci di passare di immobile, in immobile e non riuscirai a venderne neanche uno.

Nel mio settore non viene utilizzato il web per pubblicizzarsi

Diciamo che questo mito si collega benissimo a quello raccontato nella scorsa puntata in cui si parlava dei social.
Questa affermazione non la capirò mai, forse sono influenzato dal fatto che diversi report dicono che almeno l’80% dei potenziali clienti fanno delle ricerche online prima di prendere una decisione di acquisto. 

Chiama di nuovo in causa il mio caro papà e la sua falegnameria, tra i servizi che mette a disposizione è quello del montaggio e riparazioni di tapparelle e zanzariere. Lui nel suo piccolo investe il suo viaggio da casa al laboratorio e dal laboratorio e fino a casa, per cercare nuovi prodotti o aziende che forniscono tapparelle, veneziane o zanzariere. È un divertimento sentirlo lamentarsi che:

  • ho trovato solo siti che mi dicono come lavare le tapparelle
  • ho trovato solo siti che mi spiegano come sistemare una zanzariera
  • ho trovato solo siti che mi dicono che cos’è una veneziana

Perché succede tutto questo?
Immaginatevi che io a questo pover’uomo devo spiegare ogni volta come funzionano i motori di ricerca e perché un potenziale fornitore non è presente la dentro. Infatti uno degli ultimi l’ha trovato con il metodo della “vecchia scuola” e per avere un preventivo deve aspettare almeno due settimane, per avere quello che richiede anche un mese. 

Se non stai pubblicizzando online nel modo giusto, sai che hai un falegname che non ti trova, non solo ti velo una piccola cosa hai appena perso 4 clienti su 5. Quindi oltre a mio padre, hai perso almeno altri 3 potenziali clienti. 

Personalmente, oggi come oggi non pubblicizzare la tua attività attraverso il web è un enorme disservizio e una mancata opportunità per la crescita della tua azienda. Insomma, se sei dell’idea come molte aziende del tuo settore che i potenziali clienti non effettuino ricerche online e che quindi non debbano concentrare molti sforzi nel pubblicizzarsi online stai sbagliando di grosso.

Non possiamo comunicare sul web, perché non abbiamo le risorse interne da dedicare al web marketing o al marketing in generale

Questo è il più grande problema di tutte le aziende in tutti i settori, non c’è mai qualcuno all’interno dell’azienda a cui può essere assegnato il ruolo di andare a curare la propria immagine sul web. 

Se questa figura non esiste, ci sono diverse soluzioni al problema:

  • prendi quello più bravo con il computer e inizi a formarlo, dandogli in mano libri dedicati e mandandolo a fare formazione, facendogli seguire eventi e manifestazioni dedicate al web marketing.
  • assumi una persona che sia capace di fare questo lavoro. Quindi ti affidi alle sue capacità e a cui puoi chiedere che cosa ha fatto nell’ultima settimana per curare l’immagine della tua azienda online.
  • ti affidi ad un libero professionista che sa fare questo lavoro e ti può aiutare.
  • ti affidi ad una web agency

Però ovviamente in questo caso si ritorna al punto di prima, dove il web marketing ha un costo e so che questa cosa non piace. Però ti ricordo gli esempi di prima, dove 4 su 5 potenziali clienti non ti trovano. Immagina se almeno 2 dei 4 potenziali clienti che non ti trovano iniziano a vedere la tua azienda e i servizi o i prodotti che stai offrendo, come potrebbero influenzare sulla tua base di clienti stabile.

Tanto nessuno leggerà le pagine sul mio sito

Si è vero, se il tuo sito ha pagine lunghissime in cui la soluzione al problema o la risposta alla richiesta è alla fine nell’ultimo paragrafo hai ragione. Però occhio a non cadere nell’esempio della scorsa puntata, dove si parlava del fatto che basta un’immagine e una frase per comunicare.

Insomma ci sono modi e modi per creare i contenuti che verranno racchiusi all’interno delle pagine del tuo sito. Troppo lungo e noioso non va bene, troppo poco e striminzito non va bene di nuovo. 

Assicurarsi che i contenuti siano della giusta lunghezza, interessanti e utili è la quello che devi fare.

A me non servono analisi, so già cosa vogliono i miei clienti

Magari fosse così facile o meglio non è una frase o affermazione sbagliata, ma solo se dietro ci sono dei dati concreti e dati certi. Quanti leggono le newslettere che invii? Quanti visitano il tuo sito? Quanti compilano il form per chiedere un preventivo? Quanti ti contattato via E-mail, Telegram, WhatsApp o Messenger per avere informazioni sui tuoi prodotti o servizi? Quanto spesso crei dei sondaggi sui prodotti o i servizi che stai mettendo a disposizione dei tuoi clienti? Quanto spesso chiedi ai tuoi clienti come si trovano con l’assistenza messa a disposizione? 

Quando inizia ad avere questi dati e vai ad intrecciarli con quanti e quali prodotti hai venduto, e tutti gli altri dati che hai in mano, allora puoi dire che sai già che cosa vogliono i tuoi clienti, fino ad allora è anche molto probabile che molti di loro si accontentino dei tuoi servigi solo perché non hanno tempo per cercare uno migliore di te.

Le analisi di mercato rappresentano un potente strumento e una benedizione. Questo ti permette di aggiustare il tiro e offrire ai tuoi clienti quello che si aspettano da te e non viceversa.

Non serve un caso studio per dare credibilità al mio lavoro e alla mia azienda

Cosa succede quando sei alla ricerca di un professionista o di un’azienda che offre un servizio di cui potresti aver bisogno? Sicuramente cerchi di vedere che ha realizzato e sei curioso di sapere quali problemi ha risolto.

Bene, adesso devi sapere che quando un cliente sta valutando i tuoi prodotti o servizi, molto probabilmente vorrà vedere degli esempi in cui hai fatto un lavoro simile oppure come hai risolto un problema.

Insomma quanto può influire a livello di costi nella gestione del tuo sito e della tua immagine sul web, una descrizione dettagliata, con delle testimonianze dei clienti dopo una prestazione di lavoro passata come caso studio? Poco e nulla, ma il risultato che ottieni è lasciare poco spazio di incertezza e tempo per pensare ai potenziali clienti se tu sei quello giusto, anzi potrebbero iniziare a metterti in comparazione con un tuo competitor per poi scegliere te.

Conclusione

Ecco concludo qui questo secondo appuntamento dedicato alla mia riflessione dedicato al sfatare i miti sul web marketing, adesso sono curioso di sapere il tuo parere su questa cosa. Quindi aspetto il tua riflessione nei commenti qui sotto, così tanto per farci una chiacchierata tra amici.

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