Avete rotto gli sconti e dovete essere sinceri con voi stessi che è così. Chi mi segue sui principali social utilizzati in Italia, sa che per un buon periodo mi sono allontanato di spontanea volontà da alcuni di questi, principalmente da Facebook e Twitter, perché volevo vedere come avrebbero reagito gli algoritmi di queste piattaforme al mio ritorno. Beh che dire, dopo aver condiviso alcuni post in linea con quelli scritti qui dentro, come per esempio quanto costa un sito web, al mio ritorno su Facebook in modo molto più intenso mi sono ritrovato con delle bellissime immagini e post sponsorizzati in cui si scontava tutto. Inizialmente ho pensato che fosse colpa del momento storico, ho pensato che la gente deve stare a casa e deve trovarsi qualcosa da fare. Ho pensato che le aziende dovevano trovare del lavoro da far fare ai propri impiegati, quindi sono ripiegati sullo smart working dedicato allo sviluppo di siti, e-commerce e gestione dei social, a basso costo pur di far fare qualcosa a questi impiegati. Poi mi sono fermato e sono andato all’interno della galleria delle immagini sul mio smartphone e poi all’interno di Google Foto, dove mi sono accorto che in realtà queste scuse e giustificazioni non reggono. Perché molti sono andati in questo periodo oltre a quello che poteva essere considerato giusto uno sconto. Eh si, sfortunatamente in molti avete rotto gli sconti. Non pensando che le cose non si possono vendere un tot al kg. Non pensando che la richiesta di sconti e volere sconti, mettono in difficoltà il prossimo. Lo so a tutti noi ci piace, quando andiamo ad acquistare un servizio oppure un prodotto, vedere che abbiamo risparmiato anche un solo centesimo ci rende orgogliosi che abbiamo risparmiato. Non ne parliamo se lo sconto avviene in ambito informatico oppure nell’elettronica di consumo. Prima di continuare il mio ragionamento, vi riporto un passaggio che mi ha colpito molto, leggendo l’articolo Il nostro viaggio all’interno della fabbrica di TV che esiste solo perché esistono i dazi su DDay.it: Il mercato dei TV è quello più massacrato di tutta l’elettronica di consumo, soprattutto in paesi come l’Italia dove la marginalità è ormai ridotta al minimo. E dove, in molti casi, si vende anche in perdita. Mentre viaggiavamo dall’aeroporto di Varsavia alla fabbrica sui cartelloni lungo la strada veniva pubblicizzato un TV Samsung Q60 da 65”, offerta black friday, a 1270 euro. Lo stesso TV in Italia oggi viene venduto da Amazon a 845 euro: la differenza di prezzo tra un paese non certo ricco come la Polonia e l’Italia trasmette l’idea di come nel nostro Paese il mercato TV sia ai minimi. I guadagni non esistono più, esistono solo le quote di mercato. E la fabbrica di TV polacca di TCL si è dovuta adeguare: oggi arriva tutto dalla Cina, il lavoro che viene fatto alle porte di Varsavia è un puro assemblaggio che ha un solo scopo: evitare di pagare i dazi sui prodotti finiti. Se si guarda infatti all’intero processo viene da sorridere. Insomma se oggi paghiamo alcuni prodotti molto meno e ci arrivano ad un costo molto più basso, è perché qualcuno ci sta rimettendo oppure pur di non rimetterci si adegua. Di questo passo e se la situazione sarà questa pure nell’ambito web, soprattutto se non si inizia a svegliarsi e capire che avete rotto gli sconti. Infatti, sempre più liberi professionisti correranno ai ripari trovando soluzioni che non saranno per niente utili al sistema. A forza di chiedere sconti, riduzioni oppure dover rispondere ai clienti che mostrano l’inserzione sponsorizzata dove un sito, un’e-commerce, la gestione dei social o lo studio di una strategia costa una miseria, in molti iniziano a guardare di buon occhio le piattaforme dove con una pipa di tabacco e una ricarica telefonica, ti realizzano la planimetria di una possibile villa trifamiliare. Dovete capire che avete rotto gli sconti e avete rotto con tutti questi sconti, con la richiesta di sconti e l’elemosina digitale. Dovete capire che ci sono liberi professionisti e anche persone che hanno messo su la propria azienda, che non l’hanno fatto così dal nulla, ma hanno studiato, hanno trascorso ore e ore davanti a degli schermi per studiare, provare e imparare a fare le cose. A loro nessuno ha regalato webinar in passato, e-book o libri, hanno dovuto comprarli e hanno dovuto seguire corsi. Hanno studiato e capito che il loro lavoro non può essere venduto un tot al kg, quindi oggi cercano di vendere la loro esperienza al giusto prezzo. Lo so, siamo in uno stato dove c’è la libertà di impresa, dove c’è la libera concorrenza tra aziende e liberi professionisti. Però qui si sta esagerando e non so fin dove si potrà arrivare con questi sconti su sconti e sulla richiesta di altri sconti. Ho tanto l’impressione che moltissimi liberi professionisti e anche alcune aziende, siano visti come i nuovi schiavi del momento. Ho tanto l’impressione che i freelance e aziende, siano visti come i calzini da sostituire se non fanno il prezzo desiderato e gli sconti richiesti. Ho tanto l’impressione che ormai i preventivi vengono richiesti solo se nella landing page c’è scritto sconto del 50% adesso e quanto ti mando il preventivo ti faccio un altro sconto del 10%, poi già che ci sono ti finisco il lavoro per l’altro ieri. Ripeto, ho pensato molto che tutto ciò che accade oggi con tutti questi sconti e richieste di sconti, fosse una cosa del momento e che si doveva accettare per quello che era. Ho pensato che per colpa di cosa che ci accomuna tutti a livello mondiale, cioè un maledetto virus che non guarda in faccia nessuno e che ci ha fatto capire quanto siamo piccoli e come non esiste sesso, razza, religione, età o ceto sociale che ci possa salvare rispetto ad altri. Infatti il virus non ha fatto sconti e non sta facendo sconti a nessuno, anzi si è portato via persone che hanno salvato alla vita degli altri. Però nulla,
Se leggi il title e lo snippet in un motore di ricerca, oppure se sei già arrivato all’interno di questa pagina, scommetto che stai cercando e vuoi sapere: “quanto costa un sito web?“. Invece se mi conosci oppure sei finito all’interno di questo post per caso oppure per curiosità, ti avviso che non farò e non indicherò dei prezzi. In realtà questo vale anche per coloro che sono veramente curiosi di capire quanto costa un sito web che vorrebbero realizzare per se o per la propria azienda. Ve lo dico, trovo veramente inutile e poco professionale il 99% dei siti di liberi professionisti e web agency che hanno il listino prezzi pronto e standardizzato, a cui puoi accedere dopo aver letto un papiro di due pagine che ti spiega quanto costa un sito web, ripetendoti varie volte una cosa del genere: Il costo di un Sito web “standard”, cioè con 4-5 pagine (home, chi sono, blog e contatti) e con incluse: Grafica Responsive Velocizzazione Sito SEO On Page dovrebbe aggirarsi intorno ai …. € + iva. Si lo so, manca il prezzo, ma come detto io non parlo di prezzi e lo scopo di questo articolo è quello di far riflettere chi cerca quanto costa un sito web, perché vuole sapere quanto spendere oppure perché vuole far vedere a X o Y che il prezzo è troppo altro, ma dovrebbe far riflettere anche coloro che hanno cercato quanto costa un sito web per vedere cosa fanno i loro competitor oppure come aggiornare il loro listino prezzi. Perché d’altronde con un messaggio come quello prima indicato, tu cliente non acquisti un progetto, ma una cosa un tot al kg, mentre te che vuoi offrire oppure stai già offrendo questo servizio, vuoi essere il venditore al mercato che ha 10 kg di siti web e vuole vederli. Bene dopo questa introduzione andiamo a vedere quella che è la mia risposta a questa domanda Quando costa un sito web? La mia risposta alla domanda! Partiamo da questi punti: Obiettivi Necessità Servizi che si vogliono offrire Budget Tempo da dedicare Se sei atterrato su questa pagina, perché sei per davvero alla ricerca del prezzo migliore per avere un sito, hai sbagliato tutto. Infatti la cosa a cui te devi pensare sono i punti prima elencati e ti devi fare queste domande: Quali sono gli obbiettivi per cui io voglio realizzare un sito? Quale cono le necessità per cui io oggi devo avere un sito web? Quali sono i servizi che voglio offrire attraverso il sito web? Quale è il mio budget a disposizione? Attenzione devi chiederti da subito quello che è il tuo budget a disposizione e dopo te lo spiego. Quanto tempo posso dedicarci? Vedi sono queste le domande che ti devi fare prima di chiedere un preventivo oppure di andare a leggere 100000 articoli che ti rispondono alla domanda fatta ai motori di ricerca, cioè: “quanto costa un sito web?“. Di tutte queste domande, quella che che ti deve far più riflettere è proprio “quale è il mio budget a disposizione?”, perché il costo che troverai a fine preventivo ed è quello che pesa sulla decisione per il 75%, dipenderà sempre dal tuo budget. Quindi se inizi le ricerche pensando di avere solo un budget e di limitarti a quello stai sbagliando. Perché ti influenzerà nella scelta del preventivo finale e a lungo andare potrebbe trasformarsi in un danno che ti sei fatto da solo e a cui dovrai rimediare rifacendo il tutto da capo ex novo e spendendo il doppio di quello che è stato il tuo primo budget, il tuo primo investimento, etc. Se sei atterrato su questa pagina, perché alla ricerca di quello che fanno i tuoi competitor, hai sbagliato tutto. Infatti pure te ti devi chiedere e fare le stesse identiche domande di prima. Questo perché quando andrai a realizzare il preventivo per il tuo cliente non devi pensare che il sito si vende tanto al chilo, ma devi cercare di offrirli un progetto in base ai suoi gusti, ai suoi obbiettivi, al tempo che può dedicarci e ovviamente in base al budget. Ricordati che il prezzo pesa per il 75% della decisione se il sito verrà fatto con te o con un altro, non perché elenchi cose come SEO On-Page, grafica responsive, mille pagine e footer animato, etc. Detto questo andiamo avanti, perché la lista delle cose da prendere in considerazione è molto lunga e tra le altre cose prevede la risposta alla seguente domanda. Scusa perché devo pagare un sito realizzato con CMS, quanto un sito realizzato senza CMS? La questione che una web agency oppure un professionista scelga di proporti un sito realizzato con un CMS (Content management system) come WordPress, Joomla!, Drupal, Magento, PrestaShop ed altri, non vuol dire che ti sta fregando perché lui utilizza un sistema Open-Source e quelli senza CMS invece sono quelli super onesti. Semplicemente quando vengono proposti siti di vario genere oppure e-commerce e alla base c’è un CMS è perché te cliente non hai tempo di attendere i tempi di sviluppo biblici. Quindi la web agency o il libero professionista cercano di ridurre i tempi di sviluppo utilizzando un Content management system. Quindi anche se il CMS (Content management system) è gratuito, perché Open-Source, non significa che te devi pagare di meno o addirittura non pagare. Poi dai diciamocelo sinceramente e anche onestamente, ti svelo un trucco a te che sei qui perché vuoi capire quanto costa un sito web, chi ti dice che realizza il tuo sito senza un CMS ti dice una bugia. In realtà ha un suo Content management system, che è abbastanza diverso da quelli elencati prima e fa una bella figura con te, che pensi di avere un sito realizzato da zero, pagina per pagina e riga di codice dopo riga di codice. Bene detta anche questa cosa, andiamo a vedere quali sono gli elementi essenziali (attenzione, questi sono quelli che io considero essenziali) per valutare il costo di un sito web. Per

