Vita media dei contenuti sul web

Vita media dei contenuti pubblicati sul web

Quale è la vita media dei contenuti sul web? Quale potrebbe essere la piattaforma social su cui pubblicare i propri contenuti senza perdere visibilità, ma anzi continuare a guadagnare visibilità?

A queste e altre domande, proverò a rispondervi con questo post. Sicuramente l’avrete capito il motivo per cui sto scrivendo questo contenuto. Diciamo che il caso e il tam, tam mediatico generato dal famoso documento inviato dalla società Meta Inc alla SEC, ha generato alcune volte delle discussioni utili da qui si è potuto trarre delle conclusioni, altre volte no, ma non è colpa loro non tutti sono perfetti.

Quindi a questo punto mi sono detto, visto che sono uno dei sostenitori che un blog, forum o piattaforma personale, realizzata e ottimizzata da se vale più di un social network o comunque più di una piattaforma realizzata da altri che ospitano i tuoi contenuti, perché non fare due ricerche e non buttare giù due righe.

Mettiti comodo/a, perché penso che il cammino sarà lungo.

vita media dei contenuti di un blog
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Vita media dei contenuti pubblicati sul proprio blog 

Esistono diversi studi e diverse ricerche che in questi anni hanno cercato di dare una spiegazione e hanno cercato di dare una risposta a questa domanda. Cioè quale è la vita media dei contenuti pubblicati sul proprio blog?

Come detto c’è ne sono diversi, ma quello che mi ha permesso di capire qualcosa di più, è uno studio che ha rilevato e indicato che la durata media della vita di un post sul blog è di 2 anni. Per gli amanti della matematica e dei calcoli, la formula effettiva utilizzata nello studio era 1,4 x Z = a qualcosa, Z rappresenta le visualizzazioni ottenute nel primo mese dalla pubblicazione del post nel blog.

Ciò significa che se il post del blog che hai pubblicato il mese scorso ha ottenuto 100 visualizzazioni, puoi aspettarti che ottenga 1,4 x 100 = 140 visualizzazioni di pagina nel corso della sua vita. Si lo so, non è molto bello come risultato.

Giustamente mi dirai, va beh ma come si traduce in 2 anni?
Bella domanda, me lo sono chiesto anch’io, ma se lo dicono quelli che sono bravi a fare i calcoli mi fido di loro.

Battute a parte, in realtà nel gioco e nella vita media dei contenuti pubblicati sul proprio blog entrano in campo anche altre variabili, come per esempio:

  • gli aggiornamenti degli algoritmi dei motori di ricerca
  • poca concorrenza per alcuni argomento
  • le parole chiavi utilizzate (attenzione parole chiavi e non parola chiave)
  • argomenti pertinenti e in linea
  • il contenuto pubblicato nel tempo viene aggiornato
  • il progetto viene aggiornato costantemente

Queste sono alcune delle variabili in gioco, ma sicuramente quello che è alla base è la qualità di quello che scrivi e come lo scrivi. Potrebbe succedere che pubblichi contenuti lunghissimi che sembrano non ottenere nessun risultato utile se non poche visite, mentre altre volte pubblichi dei contenuti cortissimi e hanno un successo pazzesco nel tempo.

Partendo da queste cose, un altro studio ha mostrato che il traffico generato da un post pubblicato all’interno del blog raggiunge il 50% del traffico della sua vita entro 10 giorni dalla pubblicazione, il 72% entro 30 giorni dalla pubblicazione, il 90% entro 300 giorni dalla pubblicazione e infine il 99% entro 700 giorni dalla pubblicazione.

Poi nel tempo, il blog ti potrebbe anche permettere di guadagnare non solo visualizzazioni, ma anche soldi veri che puoi usare come meglio consideri.

  • post-intel-xdk
  • post-dati-insight-instagram
  • post-limiti-telegram

Esempio concreto

All’interno di questo sliderd trovare le immagini a tre contenuti da me scritti in questi anni, uno parla del tool Intel XDK, uno dedicato ai dati di insights di Instagram e uno dedicato ai limiti di Telegram.

Perché ti faccio questi esempi?
Da una parte per confermarti che i contenuti pubblicati all’interno del tuo blog hanno una vita molto più lunga di quella che possono avere in un social network e lo vedrai qui sotto. Poi perché vorrei anche mostrarti che quanto detto prima fino adesso non è un metodo scientifico, ma ti permette di capire come i tuoi contenuti possono tornarti utili nel tempo.

Ho fatto questo test e ho confrontato il traffico dei mio blog con la formula 1,4 x Z identificata dallo studio. Quello che ho scoperto è che, in media, i miei post hanno continuato a ricevere traffico per un periodo di tempo quasi doppio rispetto a quello riscontrato nello studio. Facendo due calcoli, possiamo dire che la formula usata per questi tre post è 2,7 x Z. Sostanzialmente i miei post pubblicati nei blog continuano genera ancora traffico di ricerca organico anche se sulla carta dovrebbero essere morti.

Come allungare la vita dei contenuti pubblicati sul blog

Come ho fatto a continuare a ricevere traffico da un post anche dopo 2 anni di vita e far atterrare le persone nei contenuti vecchi da 5 anni fa?

I metodi sono tanti, anzi tantissimi, però alcuni punti sono gli stessi in tutti i metodi:

  • ho aggiornato i contenuti controllando che le informazioni fossero ancora valide
  • ho controllato che la struttura del sito sia ottimizzata in ottica SEO
  • ho condiviso i contenuti aggiornati nuovamente nei social network
  • continuo ad aggiornare i post nel tempo

Se non vengono messi in pratica queste piccole cose, alla fine tutti i post del blog andranno avranno i giorni contati. Ammettiamolo: un post sul blog di 5 anni fa sui dati di insights Instagram è praticamente antico, ma poiché ho continuato a aggiornarlo, è rilevante come il giorno in cui l’ho scritto.

Quindi il tuo blog e la tua piattaforma in tempo, con le dovute accortezze e con il giusto tempo ti permetterà di avere traffico ed essere trovato da chiunque.

Vita media dei contenuti pubblicati sui social
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Vita media dei contenuti pubblicati sui social

Così come esistono diversi studi e ricerche che cercano di spiegare quella che è la vita media dei contenuti pubblicati all’interno di un blog, esistono altri tanti studi e ricerche che cercano di dare una spiegazione o comunque un’indicazione di quella che è la vita media dei contenuti pubblicati sui social. 

Da queste ricerche e da questi studi ne è uscita questa classifica così ordinata da me:

  1. Un contenuto pubblicato su Pinterest ha una vita media di 4 mesi
  2. Un contenuto video pubblicato su YouTube ha una vita media di oltre 20 giorni, arriva quasi a 30 giorni se il contenuto segue un trend del momento
  3. Un contenuto pubblicato su LinkedIn ha una vita media di 24 ore, si può arrivare a 48 ore se il contenuto ha avuto una discreta interazione da parte dei propri contatti. Un esempio può essere questo post, che ha
  4. Una foto o un video pubblicati su Instagram hanno una durata media di vita di quasi 21 ore
  5. Un video pubblicato su TikTok ha una durata media di vita di quasi 21 ore
  6. Un post, indipendentemente dalla tipologia, pubblicato su Facebook ha una durata media di vita pari a 5 ore
  7. Un tweet, indipendentemente dalla tipologia, su Twitter ha una durata media di 18 minuti

Come interpretare questa classifica?
La prima cosa che vorrei far notare è che queste statistiche sono verosimili nei loro ordini di grandezza, ma non hanno una base scientifica. Così come non hanno valenza tutti quei contenuti sul web o sui social che ti indicano quale è l’orario giusto per pubblicare. Questo perché bisognerebbe capire nel dettaglio come sono stati raccolti e analizzati questi dati. A volte i risultati ottenuti sono personali e non possono essere messi a confronto con quelli ottenuti dagli altri. 

Esempio: 
Ho iniziato a pubblicare una serie di contenuti all’interno del mio profilo di TikTok, tutti alla stessa ora, con la stessa lunghezza e gli argomenti sono sempre stati tre: SEO, WordPress e Telegram. Nel tempo questo formato è passato dal avere tantissime visualizzazioni nel giro di 24 ore, poi pian piano è andato a scemare questo interesse. Quindi il mio contenuto video ha una vita di quasi 21 ore? Può essere si, come può essere che non sia così. 

Ciò significa che queste indicazioni e questa classifica sono inutili? Questo vuol dire che non hanno alcuna valenza pratica queste indicazioni?
No, per dire la verità, visto che non parliamo di una scienza esatta e precisa, possiamo dire che queste indicazioni e questa classifica può tornare utile quando si sceglie la via da seguire per poter comunicare con la propria nicchia e i propri potenziali clienti.

Bisogna sempre ricordarsi questa cosa: 

  • Non tutti i social media sono uguali
  • Ogni social network ha caratteristiche distintive che lo rendono più o meno adatti ad una determinata tipologia di contenuto
  • Ogni social network ha i suoi algoritmi e in alcuni casi apprezza di più alcuni contenuti

Nota importante!
Sul web, spesso in tantissimi blog esistono diverse indagini sulle diverse durate di vita dei contenuti sui vari social media, ma non sono dati scientifici. Quindi nella tua strategia comunicativa non puoi puntare solo su un solo social e non puoi puntare solo su un canale comunicativo. Ti invito a ripensare al tuo modo di comunicare, indipendentemente che tu sia un libero professionista o azienda. 

Conclusione

Ecco questa è la mia riflessione sulla vita media dei contenuti sul web. Devo ringraziare la società Meta Inc per aver messo all’interno del documento consegnato alla SEC l’ipotesi di chiudere o sospendere Facebook e Instagram in Europa. Adesso sono curioso di sapere il tuo parere su questa cosa. Quindi aspetto il tua riflessione nei commenti qui sotto, così tanto per farci una chiacchierata tra amici.

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