Dopo 15 anni passati a sviluppare soluzioni web, e-commerce e sistemi per Telegram, ho capito una cosa fondamentale: nel 2026 il problema non è più “come scrivo il codice”, “chi mi scrive il codice del mio progetto”, ma “come costruisco un business sostenibile”.
C’era una volta, in un regno digitale non così lontano, una favola bellissima che ci veniva raccontata ogni giorno.
Una storia meravigliosa dove bastava accendere una webcam, sorridere allo schermo e pronunciare la formula magica “Hey guys!” per trasformarsi istantaneamente in milionari. Dove ogni adolescente con uno smartphone poteva diventare il nuovo Rockefeller della generazione Z, armato di ring light e filtri Instagram, effetti speciali con Capcat e trend su TikTok.
Questo articolo, anzi io la chiamerò una riflessione alla Flavius, altro non è che un’analisi della situazione attuale in cui ci troviamo e dove siamo davanti alla sorveglianza digitale più sofisticata mai esistita!
Questa riflessione nasce in seguito ad alcune domande ricevuto sotto un post su Facebook, Instagram e Threads, e dopo alcune chiacchierate avute con alcuni genitori preoccupati di quella che è la situazione attuale in cui si ritrovano i loro figli e dopo aver visto alcuni casi di cronaca recente.
In un’era in cui trascorriamo mediamente oltre 6 ore al giorno online (no, non è un dato lanciato a casa, è la cruda realtà), la questione di chi controlla la nostra visibilità digitale e le nostre fonte di informazione è diventata cruciale.



