Che cos’è?

4 consigli per la local SEO?

Local-SEO

1. Crea la tua Google My Business Stando alle dichiarazioni di Google, oggi una scheda di My Business su Google genera mediamente 28 volte più contatti di un sito web. Questo significa che un’azienda non può fare a meno della scheda dedicata alla propria attività nei risultati di ricerca. Google My Business è uno strumento per aiutare la tua azienda a soddisfare i requisiti di Google. Una volta creata la tua scheda Google My Business, ricordati di aggiornarla costantemente. 2. Pubblica post su Google My Business Tra le varie risorse messe a disposizione da questo strumento, c’è la possibilità di pubblicare dei post in cui segnalare le offerte del momento, gli eventi che stai organizzando e tanto altro ancora. Post che possono essere accompagnati da foto, testo e call-to-action. 3. Apple Place, Trip Advisor e Bing Non esiste solo Google My Business, ma esistono anche altre piattaforme e servizi che ti permettono di far conoscere la tua attività economica. Alcuni di questi servizi sono: Apple Place on Maps Bing Places Trip Advisor Questi servizi ti forniscono la possibilità di far trovare al tua attività economia a un target di persone molto più ampio. Ricordati che così come per Google My Business, anche in questo caso devi curare con molta attenzione e costanza i contenuti pubblicati, ma anche le informazioni collegate alla tua azienda. 4. Eseguire la local SEO audit Concludo quest percorso parlando della local SEO audit. Che cos’è la local SEO audit?Con local SEO audit si intende l’analisi delle ottimizzazioni fatte per essere trovati sui motori di ricerca funzionano e stano dando i risultati desiderati.  La local SEO audit ti permette di intervenire subito su alcuni punti come: stabilire quali sono le domande locali che hanno portato i clienti a trovare i prodotti e i servizi che propone la tua azienda vedere come si comportano i tuoi concorrenti nel mercato locale stabilire il posizionamento SEO del sito web o e-commerce rispetto all’area geografica dove si trova la propria azienda Conclusione Siamo giunti alla fine di questo post. In poche parole, cioè in 661 parole, questi sono i 4 consigli per la local SEO.  Come al solito ti aspetto nei commenti qui sotto per sapere la tua su questo argomento oppure nel mio canale Telegram. Invece se consideri che questi suggerimenti e questo post ti hanno salva la vita, ma soprattutto fatto risparmiare dei soldi, puoi offrire una birra media o un caffè qui.

Local SEO: che cos’è e come sfruttarla?

SEO tips and tricks SEO nel marketing digitale

Local SEO: si inizia da qui Per iniziare a parlare di local SEO, bisogna conoscere Google My Business e Bing Places for Business, sostanzialmente sono due strumenti dedicati ai motori di ricerca Google Search e Bing Search. Quindi stiamo parlando di due strumenti integrati tra le mille funzionalità messe a disposizione da questi due motori di ricerca. Adesso che conosciamo gli strumenti di cui abbiamo bisogno, bisogna ricordarsi che la local SEO è uno dei migliori strumenti che il web mette a disposizione di imprese e liberi professionisti il cui obiettivo è farsi conoscere a livello locale e portare quanti più potenziali clienti all’interno del proprio negozio o ufficio. Per fare questo tipo di attività, come dicevo prima bisogna andare a studiare il funzionamento di Google My Business e Bing Places for Business, perché il primo intervento che va fatto in questo caso è proprio quello di andare ad aggiornare tutte le informazioni necessarie e richieste. Quindi, che cosa ho fatto per aiutare il mio cliente?Sono andato ad aggiungere i contatti aggiornati, aggiornato l’indirizzo del negozio, gli orari, il sito web e la descrizione dell’attività commerciale. Facendo attenzione ad aggiungere anche i servizi, ma anche il raggio di azione. Bene dopo essere intervenuto e aver ottimizzato solo la scheda Google My Business i contatti trimestrali sono aumentati del 55% più in un solo trimestre. Sostanzialmente i contatti telefonici attraverso questa scheda sono passati da 55 telefonata a 110 telefonate. Certo questo è stato solo il primo intervento che si poteva fare, anzi che andava fatto sin da subito. Dopo Google My Business è toccato a Bing Places for Business. Pure questo servizio, sorprendentemente per quanto poco utilizzato, ha offerto sorprendentemente dei risultati interessanti. Cioè siamo passati da 0 telefonate a 20 telefonate nel primo trimestre. Attenzione!Pure per la local SEO va trattata con molta attenzione e come tutte le attività online, infatti pure in questo caso c’è bisogno di una buona strategia alla base per essere davvero efficace e permettere di portare a casa i risultati sperati. Altrimenti è solo uno spreco di tempo e risorse. Nota!La cosa molto particolare di Google My Business e Bing Places for Business è che volendo si possono sincronizzare le due piattaforme tra di loro, in questo modo la gestione delle due piattaforme diventa molto più facile. Le caratteristiche della local SEO  Adesso che abbiamo scoperto quelle che sono le due piattaforme che possono tornare utile per la strategia di local SEO, possiamo andare a vedere quelle che sono le sue caratteristiche. Coinvolgere i potenziali clienti e quelli già acquisiti: come ben sappiamo, i clienti fidelizzati sono una fonte davvero importante per l’azienda da moltissimi punti di vista. Quando si parla di clienti o potenziali clienti, questi non solo sono utili in termini di fatturato, ma anche per la creazione di contenuti una volta soddisfatti. Esempi: Il cliente già fidelizzato è propenso a rispondere alle domande che Google rivolge a lui.Il cliente già fidelizzato è propenso a condividere con gli altri la sua esperienza attraverso le recensioni e le foto, che può caricare direttamente attraverso le due piattaforme prima indicate. Budget contenuto: grazie a Google My Business e Bing Places for Business anche alle attività più piccole di entrare in gara e ottenere buoni risultati con un investimento più contenuto. Non solo partendo da queste due piattaforme, le piccole realtà economiche possono anche avviare delle campagne di Ads attraverso i due motori di ricerca Google Search e Bing Ads. Clienti non più come spettatori, ma attori: come dicevo prima, grazie alla local SEO i clienti passano da semplici spettatori ad attori principali della strategia comunicativa. Non bisogna mai dimenticare che i clienti sono diventati sempre di più una fonte di guadagno per le aziende non solo economico, ma anche di visibilità e notorietà. Quindi negli anni sono passati da spettatori passivi che assimilavano inserzioni dedicati a prodotti e servizi, mentre oggi i clienti sono veri attori protagonisti. Come dicevo prima, oggi i clienti hanno dalla loro parte la possibilità di sfruttare le recensioni, caricare video, foto e rispondere alle domande fatte da altri clienti oppure a quelle rivolte dalle piattaforme Google My Business e Bing Places for Business. Per far si che i clienti diventino spettatori bisogna generare interesse e visualizzazioni del box dedicato alla nostra azienda. Bene nel primo trimestre, prima del mio intervento, il mio cliente ha ricevuto solo 25000 visualizzazioni. Sicuramente era un buon risultato, visto che questo è stato ottenuto con sforzi non quotidiani. Nel secondo trimestre invece dopo il mio intervento le visualizzazioni sono diventate 46250, il tutto grazie a post ben studiati e collegati a quello che era il periodo. Nel terzo trimestre le visualizzazioni sono diventate 58950. Quindi come ho coinvolto i clienti? Per coinvolgere i clienti, sono partito con l’aprire e ottimizzando le schede Google My Business e Bing Places for Business, aggiungendo tutte quelle che erano le informazioni corrette e aggiornandole nel tempo, come per esempio i contatti, gli orari di apertura e la localizzazione su mappa, rispondendo alle recensioni, attivando la funzione per ricevere e inviare messaggi diretti e pubblicando le risposte alle domande più frequenti.  Tutto questo ha influenzato sulle visualizzazioni del box dedicato al mio cliente, sulle chiamate e i contatti ricevuti. Non solo questo lavoro ha portato visite anche al sito del cliente. Conclusione Siamo giunti alla fine di questo post, mi auguro che questo post ti sia stato utile per capire la local SEO e a che cosa serve, ma anche che ti abbia dato gli spunti giusti per il tuo business.  In conclusione ti vorrei segnalare il libro SEO per attività Locali: strategie di marketing per farti trovare e competere sul territorio scritto da Daniele Solinas. È un’ottima risorsa per scoprire altre cose interessanti dedicate alla local SEO. Come al solito ti aspetto nei commenti qui sotto oppure nel mio canale Telegram. Invece se consideri che questi suggerimenti e questo post ti hanno salva la vita, ma soprattutto fatto risparmiare dei soldi, puoi offrire una birra media o un caffè qui. PS: se

Landing page killer: consigli utili

Landing page killer

Esempio pratico! Per dare un senso a quanto detto prima, andiamo a vedere un esempio pratico. Mariana, che ha una società che opera nel campo immobiliare, parlando con i suoi collaboratori ha scoperto che è arrivato il momento di acquisire più contatti possibili di persone che vogliono mettere in vendita o in affitto il proprio immobile. Marina, contatta il suo consulente web marketing e poi lo sviluppatore del suo sito, per chiedere loro come può procedere per far si che il numero dei contatti e poi potenziali clienti aumentino. Quindi in questo caso la landing page deve essere una vera e propria pagina con una struttura differente dalle altre pagine del sito, proprio in virtù della loro funzione: deve generare nuovi contatti. In questo caso, Marina, chiede ai due collaboratori di controllare e tenere d’occhio se l’uso delle Call -To- Action sulla sua landing page sono chiare e portano a quello che è lo scopo finale. Un elemento fondamentale della landing page è la Call-To-Action Uno degli elementi più importanti di una landing page, indipendentemente che questa sia killer o meno, la Call-To-Action deve essere chiara e ben visibile. Se lo scopo è quello di far si che i visitatori del sito o della landing page si iscrivano alla newsletter, oppure se vuoi che questi lascino il loro numero telefonico o più genericamente i propri contatti, la chiamata all’azione non può essere poco chiara e visibile. Quindi il mio consiglio è: fai in modo che il pulsante o i pulsanti dedicati alla Call-To-Action non siano invadenti, ma che vengano distribuiti all’interno della landing page in modo chiaro. Si deve evitare che l’utente navighi all’interno del sito alla ricerca di ulteriori informazioni allontanandosi così dal tuo obiettivo di conversione. 5 elementi essenziali per una landing page killer Oltre alla chiamata all’azione, vanno presi in considerazioni anche questi 5 elementi che non possono mancare all’interno di una landing page killer. Titolo: l’utente deve essere aiutato a capire che si trova nel posto giustoSe la pagina deve raccogliere iscritti alla propria newsletter, la pagina deve avere questo titolo. Copy (contenuto testuale) ed elenchi: il contenuto testuale deve essere chiaro, riassuntivo e diretto. Se si devono fare delle liste, è consigliabile gli elenchi. Questo perché essi offrono maggiori dettagli e aiutano a convincere l’utente a compiere l’azione elencandone i vantaggi del servizio che sta per sottoscrivere. Recensioni: è risaputo che i commenti positivi degli utenti che hanno già acquistato o usufruito di un servizio o un prodotto sono il miglior biglietto da visita per convincere i tuoi nuovi contatti. Elementi visual: una landing page killer che si rispetti deve avere il numero giusto di contenuti multimediali come immagini e video. Questi elementi visuali devono essere coerenti ed efficaci, essi possono aiutare a convincere l’utente a compiere l’azione desiderata.  Per esempio se la landing page ha lo scopo di vendere un corso, allegare un’immagine all’interno di un’aula mentre si sta tenendo il corso ai propri allievi è un buon modo per convincere l’utente a scegliere il corso. Form di contatto: con questo siamo giunti l’ultimo elemento della nostra lista ed è anche l’ultimo passo che l’utente deve compiere. Anzi, diciamo che questo elemento insieme alla Call-To-Action, è il più importante. Lo scopo finale di una la landing page kille è proprio quello di portare il visitatore a decidere di compilare il form di contatto con i propri dati personali per potere essere ricontattato o mettersi in comunicazione con te. Attenzione!Una landing page è pur sempre una pagina del tuo progetto, quindi così come qualsiasi altra pagina del tuo sito, anche la landing page deve essere ottimizzata e contenere le keyword giuste. È importante ricordarsi che Google Ads analizza il contenuto della pagina che si vuole utilizzare come landing page e se il contenuto testuale non è in linea con la campagna che si vuole realizzare, allora il sistema penalizzerà la campagna. Quindi mi raccomando, assicurarsi di scegliere le keyword giuste e le più rilevanti per la tua azienda o per il tuo business, ma anche per quello che proponi all’interno della tua landing page killer. Attenzione!Bisogna fare molta attenzione anche a inserirle nel tag title, nell’url della pagina e all’interno del testo la keyword giusta. Riassunto! In generale una landing page deve rispondere ad alcuni criteri di coerenza per essere in linea con il resto del sito, con il prodotto, i servizi e con il messaggio che invii quotidianamente. Bisogna ricordarsi di essere chiari e di utilizzare un linguaggio semplice che illustri in maniera chiara all’utente i vantaggi di quello che viene offerto. Conclusione Insomma è facile realizzare un landing page killer?Si, no forse. Anzi in realtà non è facile, ma con gli strumenti giusti si può realizzare una landing page che faccia il suo lavoro. Se hai dei dubbi su come sfruttare il potenziale delle landing page non esitare a contattarmi.  Ora che hai gli strumenti per creare una Landing Page di successo, vorrei invitarti a seguire il corso one-to-one WordPress Base e il corso one-to-one SEO Base offerto da me. Durante questo corso, imparerai tutte le competenze necessarie per creare Landing Page straordinarie, aumentare il traffico del tuo sito e raggiungere i tuoi obiettivi di business. Non perdere l’opportunità di migliorare la tua presenza online e raggiungere il successo che meriti. Iscriviti ora al corso e fai decollare il tuo business! Allora, cosa stai aspettando? Inizia a creare la tua landing page killer oggi stesso! Con questo ti auguro lunga vita e prosperità e a questo punto non mi rimane altro da fare che aspettarti sul mio canale Telegram, dove cerco di pubblicare anche altri contenuti interessanti e utili. Invece se consideri che questa post e guida ti hanno salva la vita, ma soprattutto fatto risparmiare incazzature, puoi offrire una birra media o un caffè qui.

Attacchi phishing: i social network sono i primi ad essere presi di mira

Attacchi phishing

Tra le aziende, che sfortunatamente hanno primeggiato trai i brand più presi di mira dai criminali informatici troviamo la Microsoft. Stando a questo report, il 29% di tutti i tentativi di phishing collegato al brand Microsoft, un netto calo rispetto al 45% del secondo trimestre del 2021. Chi ha primeggiato in questo periodo è stata la Amazon che ha rubato la seconda posizione a DHL, rappresentando il 13% dei tentativi di phishing contro l’11% del trimestre precedente, in quanto i criminali hanno cercato di trarre vantaggio dallo shopping online, non solo per sfruttare la stagione delle vacanze, ma anche il periodo storico che ha spinto le persone ha fare sempre più spese online. Di seguito vi riporto i brand più importanti classificati in base alla loro apparizione complessiva nei tentativi di phishing del brand: Microsoft (29%) Amazon (13%) DHL (9%) Bestbuy (8%) Google (6%) WhatsApp (3%) Netflix (2.6%) LinkedIn (2.5%) Paypal (2.3%) Facebook (2.2%) In poche parole, i criminali informatici, hanno imparato ad imitare fino al minimo dettaglio l’immagine, colori, feel e addirittura tono delle email che che vengono inviate dalle aziende come Amazon, PayPal, etc, facendo sì che sia veramente difficile distinguerli da un messaggio della legittima fonte. È quindi diventa facile cascarci. Non sono poche le aziende che soffrono di questi problemi, non a caso alcune delle vittime più abituali, perché il numero dei potenziali clienti è molto ampio e quindi le probabilità che qualcuno “ci creda” sono maggiori. Inoltre vengono utilizzate perché più facile far breccia sugli utenti, ma questo non significa che qualcuno non possa prendere di mira anche piccole realtà economiche.