Che cos’è?

SIAE, attacco con ransomware

Ransomware SIAE

Update Come da abitudine, non appena vi sono delle novità tendo spesso ad aggiornare i miei post. Questa volta non lo faccio io, ma volevo segnalarvi il video di Matteo Flora che spiega e racconta qualche cosa in più su quanto successo. Conclusione Insomma con la cybersecurity non si scherza e non si deve sottovalutare nulla. Da una parte mi dispiace per la SIAE, ma dall’altra parte devo dire che è in ottima compagnia visto il ransomware Everest ha colpito anche altre aziende come Sony, Adobe ed eBay.  Però vedete siamo punto e a capo. È come nel caso dell’attacco ai sistemi informatici della Regione Lazio, cioè un attacco informatico annunciato e ignorato. Perché da quel 2 Agosto 2021 si sono susseguiti tutta una serie di attacchi analoghi, alcuni più gravi e altri meno gravi, ma a quanto pare nessuno si è messo intorno ad un tavolo e ha provato a proteggersi. Sarebbe il colmo se dopo le indagini uscisse fuori che il problema è di nuovo in una chiavetta USB o in un allegato aperto che non doveva essere aperto. Questo dimostrerebbe per l’ennesima volta la poca preparazione e la poca attenzione delle persone che lavorano per queste aziende. Prima di chiudere ti segnalo il mio canale Telegram, con altri contenuti dedicati al mondo del web e non solo. Invece se consideri che questi raccanti che metto nel mio diario siano interessanti e vuoi sostenerle, puoi offrire una birra media o un caffè qui. Adesso aspetto i vostri commenti qui sotto.

WordPress: categorie e tag, cosa sono e come si distinguono?

WordPress tips and tricks

Oggi ho scelto di parlare di WordPress, uno dei tanti CMS (content management system), cioè un sistema di gestione dei contenuti. Lo scopo di questo articolo, non ha solo lo scopo di mostrare le tassonomie di default, cioè le Categorie e i Tag. Ma anche come usare correttamente queste due tassonomie per migliorare l’esperienza dell’utente e la SEO del tuo sito. Quindi all’interno di questo articolo, esamineremo le categorie e i tag di WordPress rispondendo come da abitudine ad alcune domande molto importanti. Queste sono: Cosa fanno le categorie e i tag? Cos’è una categoria WordPress? Cos’è un tag WordPress? Come scegliere un tag e una categoria? Qual è la differenza tra categorie e tag? Cos’è una categoria WordPress? Partiamo proprio dalla voce Categorie, che troviamo collegata alla voce Articoli all’interno del back-end di WordPress. Le categorie è una tassonomia presente di default in WordPress, è la lo scopo di permettere all’amministratore del progetto di ordinare i contenuti. Le categorie in WordPress possono essere pensate come argomenti o come una raccolta di contenuti collegati ad un determinato argomento. Quindi ogni qual volta che viene pubblicato un nuovo articolo, questo può essere archiviato o catalogato sotto una categoria. Le categorie in WordPress aiutano a migliorare l’organizzazione e la navigazione all’interno del tuo sito web. Infatti esse possono mostrare ai visitatori e ai motori di ricerca i tipi di argomenti che pubblichi. Devi pensare a loro come una classificazione di un menu. Potrebbero essere considerate come la tabella dei contenuti di un sito web di notizie. Per esempio, le categorie di un sito di notizie potrebbero includere meteo, notizie locali, sport, politica e notizie dal mondo. Se il tuo sito è sullo sviluppo web, allora WordPress può essere una categoria, così come la SEO, la programmazione. Tuttavia, se hai scelto che il tuo sito tratterà principalmente il CMS WordPress e tutto quello che gira intorno ad esso, allora tra le categorie non potranno mancare quelle dedicate ai temi, plugin e le news sulle nuove versioni. Le categorie su WordPress vengono collegate alla funzione articoli correlati a fine di ogni post, in questo modo quando l’utente arriva alla fine dell’articolo che sta leggendo all’interno del tuo sito web può visualizzare anche altri contenuti collegati alla categoria o le categorie da te scelte per quel post. La cosa particolare delle categorie di WordPress, è che queste possono avere delle sottocategorie (note anche come categorie figlie). Aiutano a organizzare ulteriormente il contenuto, dando la possibilità a te che amministri il sito di suddividere ulteriormente i vari contenuti. Non solo, a loro volta anche le sottocategorie possono avere ulteriori sottocategorie. Insomma puoi suddividere in un albero i contenuti all’interno del tuo sito web. Per esempio, decidi di realizzare un progetto che parla e tratta di diversi canali Telegram, come sai all’interno di questa piattaforma esistono canali per ogni gusto e desiderio, quindi come si può fare perché il tutto abbia un pochino di ordine così da aiutare coloro che visitano questo progetto? Semplicemente dividendo i vari canali nella categoria principale Canali, a cui aggiungi le varie sottocategorie figlie in base agli argomenti e poi se queste figlie, hanno a loro altre figlie le colleghi ad esse. Ed ecco che il risultato finale è quello che vedi qui sotto. Le categorie offrono un sacco di opzioni per visualizzare il nostro contenuto. Senza di esse, avresti un blog standard in ordine cronologico. Con esse, puoi decidere di mostrare i post in base ad un argomento specifico. Questo ti permette di visualizzare più argomenti sulla stessa pagina, con ognuno che mostra gli ultimi di quell’argomento. Prendiamo due esempi: Legal For Digital:– puoi visualizzare tutti gli articoli in ordine cronologico decrescente– puoi visualizzare solo gli articoli collegati alla categoria e-commerce– puoi visualizzare solo gli articoli collegati alla categoria GDPR questo sito:– puoi visualizzare tutti gli articoli in ordine cronologico decrescente– puoi visualizzare solo gli articoli collegati alla categoria Google Ads Tips and Tricks– puoi visualizzare solo gli articoli collegati alla categoria SEO Tips and Tricks Ci sono due modi per creare categorie. Il primo è utilizzando l’editor di categorie di WordPress. Il secondo è aggiungendo la categoria quando si scrive un post. Infatti ti basta andare nella colonna di destra dell’editor e alla voce Categorie, clicchi su Aggiungi una nuova categoria, dai un nome ed eventualmente aggiungi una categoria genitore e poi clicchi sul bottone Aggiungi una nuova categoria. Cos’è un tag WordPress? I tag sono la seconda tassonomia presente di default in WordPress. Funzionano diversamente da una categoria. Mentre le categorie coprono grandi argomenti e possono racchiudere al loro interno argomenti variegati tra di loro ma collegati all’argomento. Per esempio la categoria Che cos’è, di questo blog. I tag invece si concentrano su termini descrittivi più piccoli e precisi. Si può pensare a loro come a delle parole chiave per i post o un indice del contenuto presente all’interno del sito per una determinata parola. Per esempio il tag Smart Working, di questo blog. Lo scopo dei tag è anche quello di aiutare a descrivere i dettagli di ogni post usando delle parole chiave che rappresentano o meglio indicano gli argomenti trattati all’interno. Inoltre, collegano i post tra loro e sono utilizzati per cercare il contenuto di un blog WordPress. I tag sono opzionali. Infatti, a differenza delle categorie essi non vengono assegnati ad un tag predefinito come nel caso delle categorie. Infatti se scrivi un post e non assegni a questo una categoria, il post finirà nella categoria di default Senza categoria. Invece per i tag, se non li inserisci, questi non vengono assegnati in automatico. A differenza delle categorie i tag non hanno una gerarchia, quindi non ci sono sottotag o tag genitori. Volendo, come per le categorie si possono creare in anticipo dei tag da utilizzare, ma il più delle volte non ha senso, perché essendo come delle parole chiave ed esprimendo dei concetti, questi possono essere aggiungi manualmente di volta in volta. Per aggiungere un tag al tuo post, ti basta andare nella colonna

Link roundup: che cosa sono e a cosa servono?

SEO tips and tricks SEO nel marketing digitale

L’importanza del link building non è diminuita negli ultimi anni, anzi per dire la verità questa tecnica è migliorata ed è cambiata negli anni. Questo perché il modo di fare SEO in modo efficace negli anni è diventato un lavoro da una parte più difficile e allo stesso tempo molto più serio, con regole più severe e giuste. Questo significa che ottenere traffico organico e scalare le SERP che desideri oggi non è esattamente lo stesso come ai vecchi tempi in cui potevi acquistare alcuni link e raggiungere la cima delle SERP posizionandosi tra i primi 5 risultati nel giro di poche settimane. Quindi la domanda è questa: come puoi ancora acquisire collegamenti/link forti e autorevoli nel mondo corretto di oggi? La risposta a questa domanda, diciamo che potresti averla sotto il tuo naso, infatti basta allungare la mano e farsi piazzare nelle link roundup. In questo articolo vorrei iniziare a parlare di link building, un tema che in passato ho affrontato più volte durante i corsi SEO che mi hanno visto impegnato come insegnante, ma che rimane sempre estremamente interessante perché presenta sfide sempre nuove che chi lavora nel web marketing deve saper affrontare con il giusto approccio quotidianamente e nel tempo. Perché fare link building non è una tecnica o un’azione che fai oggi e poi ti fermi per sempre, ma è un lavoro che va seguito nel tempo. Diciamo che a volte ottenere link esterni in quantità è piuttosto semplice e sembra quasi una cosa alla portata di tutti, non a caso in passato far ottenere un gran numero di backlink al proprio sito senza badare troppo alla loro provenienza era la prassi entrare in diverse directory e raccolte di siti. Con gli anni, però, i motori di ricerca hanno cominciato a dare sempre più importanza alla qualità non solo dei contenuti, ma anche dei link che un sito riceve dagli altri.  Oggi il lavoro di un link builder consiste nel riuscire a creare link al sito della migliore qualità possibile. Non è facile, ma il bello sta proprio in questo, cioè chi si occupa di fare link building deve avere sempre un occhio e la soprattutto la mente aperta su quelle che sono le novità del web e ricercare costantemente possibili nuovi canali da utilizzare per rafforzare la link popularity di un sito.  La tecnica di cui vi voglio parlare oggi consiste nel riuscire ad inserire un link al vostro sito in blog attinenti alla vostra nicchia di mercato. No, oggi non voglio parlarvi dei guest post quello lo farò più avanti e non vi parlerò di altre tecniche collegate al link building, oggi voglio parlarvi proprio dei link roundup. Che cosa sono i link roundup? Tradotto in italiano, link roundup significa “raccolta di link”. Queste raccolte altro non sono che dei post pubblicati in un blog con cadenza regolare che presentano ai lettori una lista di contenuti interessanti relativi alla nicchia di cui tratta quel determinato blog. In sostanza, si tratta di una serie di rimandi a contenuti presenti in altri siti che il blogger ha trovato in rete e ha reputato talmente interessanti da meritare di essere citati nel suo blog. Come generare traffico grazie ai link roundup? 1. Creare contenuti freschi e di qualità: Indipendentemente dalla tecnica che vuoi usare per portare traffico al tuo sito, da quello gratuito a quello a pagamento, passando per questa attività di link building, senza avere contenuti di qualità non si va da nessuna parte.  Lo so che tutti dicono la stessa identica cosa e lo so che questa cosa dei contenuti freschi, di qualità, etc. è una cosa trita e ritrita, ma sfortunatamente ancor oggi si cercano di mettere in pratica tecniche SEO senza contenuti o con contenuti da una sola riga. Partiamo da questa domanda: perché alcune aziende, liberi professionisti o blogger alle prime armi creano regolarmente dei post?  Prima di rispondere, poniamoci anche questa domanda: perché le aziende, liberi professioni o blogger alle prime armi, creano contenuti all’interno dei quali inseriscono link a dei contenuti esterni al loro blog? Perché lo fanno? Perché decide di far uscire gli utenti dal suo sito per visitarne un altro, che magari tratta gli stessi argomenti? Lo fanno solo ed esclusivamente perché i contenuti che suggeriscono sono davvero interessanti e utili per i lettori e quindi quei link, sembra strano ma vero, contribuiscono a dare valore ai loro contenuti e ai loro utenti. Quindi il contenuto è l’ingrediente fondamentale che determinerà l’esito dell’attività SEO o di link building. Ovviamente, in fase di stesura del contenuto, così come nella scelta del contenuto esterno da inserire, dovrà essere a sua volta un pezzo unico, utile e interessante, che sviscera nel dettaglio un determinato argomento. Prendiamo questo esempio pratico: All’interno di questo articolo vengono elencati alcuni consigli per essere un content marketer efficiente, l’autore del contenuto, per rafforzare ed offrire ulteriori informazioni su quello che è un piano editore, quali sono i tool dedicati al social media analytics e i tool dedicati alla programmazione dei post, ha scelto di basarsi su contenuti esterni e che ha valutato siano all’altezza delle sue esigenze.  Perché si parla di contenuto fresco? Quando si parla di contenuto fresco, non si intende un articolo scritto di recente, ma di un contenuto che sia più aggiornato rispetto agli altri post presenti in rete che trattano dello stesso tema. Esempio: se metti su Google o Bing la quety “i 10 miglior tool per il social media analytisc” escono fuori un sacco di contenuti, uno più bello dell’altro e con elenchi a volte quasi identici. Però quando entri all’interno di questi post ti ritrovi che su 10 tool, solo la metà è ancora funzionante oppure che fanno le cose elencate nel post. Infatti capita spesso che molto di questi tool spariscano dal mercato oppure che si evolvano e non abbiano le funzionalità elencate dall’autore del post. Cosa deve fare l’autore di un post del genere? Per far si che il suo contenuto sia sempre fresco, deve tenere sotto

A cosa ti serve un piano editoriale?

piano editoriale blog

Oggi mi prendo un pò di spazio all’interno delle pagine di questo blog, per spiegarti che cos’è un piano editoriale e a che cosa può servire. Supponiamo che domani hai una bella idea, decidi di aprirti un blog di informazione, un portale per la tua azienda, un sito personale che parli di te e del tuo lavoro oppure un piccolo e-commerce. In tutti i casi, dopo aver studiato e scelto dove ospitare il tuo progetto, con quali linguaggi o CMS svilupparlo, arriva il momento di decidere un piano editoriale. Si può dire che il piano editoriale è alla base di ogni strategia di marketing che ruota in modo continuo intorno a tutti i contenuti presenti all’interno del tuo blog o e-commerce. Questo piccolo strumento avrà lo scopo di aiutarti a gestire al meglio la tua comunicazione con la rete e con i tuoi clienti. In più ti aiuterà ad essere più organizzato, fattore molto importante se il tuo progetto sta diventando sempre più grande e magari non sei da solo a gestirlo. Va detto che se riesci a realizzare un piano editoriale e a seguirlo pari passo, magari anche aggiornandolo di volta in volta, ti posso assicurare che i risultati non ritarderanno ad arrivare. Immagino che leggendo queste cose, pensi che questo strumento sia una cosa complicata da realizzare e che per crearlo ti servano dei software complessi da realizzare. No, è sbagliato! Per creare un piano editoriale hai bisogno di un foglio di carta, una matita e della buona musica (io per concentrarmi utilizzo la musica). Come vedi niente software, volendo dopo li puoi utilizzare, ma non è necessario. Adesso andiamo a vedere come si realizza questo strumento: Primo passo: definire l’obiettivo o gli obiettivi Per realizzare il proprio piano editoriale si parte sempre dall’obiettivo o dagli obiettivi, questo perchè ti aiuterà sin sa subito a capire le tue intenzioni e dove voi arrivare con il tuo progetto, cioè cosa vuoi ottenere. Fatti alcune domande come queste: Perchè voglio aprire un e-commerce? Perchè voglio aprire un blog di informazione? A cosa serve e perchè voglio un blog per il mio partito politico locale? Quante risorse sono disposto a investire? Che risorse sono disposto a inserire? Se il mio e-commerce avrà un blog, che tipologie di articoli voglio inserire? Che tipologia di articoli voglio inserire all’interno del mio blog di informazione? Ti interessa farti conoscere? Vuoi acquisire nuovi contatti e potenziali clienti? Queste sono alcune delle domande che ti puoi fare, volendo te ne potevo elencare un centinaio però è inutile, perchè in questo momento io non sono nella tua testa, io ti indico quelle che sono più comuni e che il più delle volte ricevo da parte dei clienti. Qualsiasi sia il tuo obiettivo o gli obbiettivi tu devi conoscerlo o conoscerli e in base a questo dovrai delineare quella che sarà la tua strategia di content marketing (tipologia di marketing che prevede la creazione e condivisione di media e contenuti editoriali al fine di acquisire clienti e monetizzare un sito web). In questo modo potrai definire tutti i dettagli e le tempistiche. Secondo passo: definire il tuo target Insomma dopo aver capito l’obiettivo principale o gli obiettivi e dopo aver delineano quella che sarà la strategia di content marketing, il tuo piano editoriale ti deve aiutare a delineare in modo preciso quello che sarà il tuo target. Sì, perchè è impossibile rivolgersi a tutti e accontentare tutti. Quindi è molto importate capire a chi vuoi rivolgerti, conoscere le sue caratteristiche (vedi l’età, il livello di istruzione, il genere, la passione o le passioni etc.), ma anche conoscere i suoi bisogni, cosa si aspetta dal tuo blog oppure e-commerce, quale problema tu sei in grado di risolvergli. Per definire il tuo target, hai due vie una immaginaria e una più o meno scientifica. La prima si tratta di immaginare il tuo cliente ideale e realizzare su un altro foglio di carta una sua ipotetica scheda indicando le cose dette nella frase precedente. La seconda via, cioè quella più scientifica, è utilizzare la pagina sociale del tuo progetto o perchè no di progetti simili al tuo e guardare quali sono le caratteristiche predominanti di questi fan o follower. Terzo passo: definire i canali Bene abbiamo capito che nel piano editoriale dobbiamo mettere gli obiettivi ai quali vogliamo arrivare, abbiamo capito come cercare di capire il nostro possibile target futuro, però tutto questo non basta. Adesso dobbiamo capire attraverso quale o quali canali possiamo diffondere i contenuti. I canali in questo caso sono due, cioè utilizzare i social network e il blog aziendale, questi due canali possono coesistere e allo stesso tempo ti possono far generare, visite, generare lead e vendite. Ovviamente non si possono mettere in pratica le stesse strategie per entrambi, ma dovrai adottare strategie diverse. Per quello che riguarda i canali sociali, si tratta di decidere quali e come utilizzarli al meglio, quindi puoi affidarti solo a uno di loro, così come ti puoi affidare a tutti quanti. Quindi Facebook, Telegram, Twitter, Pinterest, YouTube, Instagram e LinkedIn sono sicuramente dei canali social che possono far arrivare le tue informazioni e comunicazioni ad un pubblico specifico. Parlando del blog aziendale, questo deve permetterti di raggiungere nuovi potenziali clienti e dar loro una percezione precisa di ciò che è la tua esperienza o attività commerciale. Quarto passo: Costruire un calendario editoriale Ormai il tuo piano editoriale ha quasi tutto quello che gli serve, c’è l’obiettivo o gli obiettivi, c’è il target a cui vuoi rivolgerti, hai i canali attraverso cui vuoi far sentire la tua voce. Perchè tutto questo funzioni serve una pianificazione, quindi arriva la parte riguardante il calendario. Quindi ecco che il tuo piano editoriale ha bisogno di una cosiddetta schedulazione precisa delle attività da seguire. In poche parole, dovrai fare un vero calendario all’interno del quale andrai a definire giorno per giorno, settimana per settimana oppure mese per mese, quali argomenti trattare, quali offerte proporre, quali prodotti sponsorizzare attraverso delle campagne AdWords o Post Sponsorizzati nei social, le principali keyword su cui lavorare ed eventuali link utili o di approfondimento. Si questo